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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Fini e Bioetica, dov'è lo scandalo?


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Roma, 19-05-2009

Scorrendo le pagine dei giornali di oggi emergono titoli di questo genere: “Fini l’ultimo strappo”, o anche “l’affondo di Fini” a proposito delle parole pronunciate ieri dal Presidente della Camera durante un incontro con degli studenti di Monopoli. Nel ribadire come il Parlamento debba legiferare senza che dogmi o precetti religiosi ne orientino l’azione Gianfranco Fini è ritornato sul dibattito sulla bioetica sottolineando che una materia in cui i dubbi sono maggiori delle certezze va affrontata senza incorrere in derive propagandistiche.

Ebbene: dov’è lo scandalo? Sono convinto che in un qualunque stato laico simili affermazioni non troverebbero minimamente spazio né titoli di giornale, perchè la distinzione tra la legge di Cesare e quella di Dio è talmente netta e chiara da non costituire mai una ragione di scontro politico. Al contrario in Italia dichiarazioni di questo tipo suscitano puntualmente polemiche inutili, strumentali e pretestuose tanto più se a rilasciarle è il Fini “tutore” della libertà del Parlamento, colpevole di paventare il rischio che le leggi dello Stato siano figlie di precetti religiosi anzichè di un confronto tra le parti rivolto ai reali bisogni della società.

Stupisce dunque osservare come le repliche di Monsignor Sgreccia o quelle di autorevoli esponenti del Pdl non tengano conto del fatto che nessuno, men che meno Fini, ha qui intenzione di limitare la libertà di parola della Chiesa: si possono e si devono ascoltare tutte le voci della società ma al momento di legiferare l’autonomia del Parlamento va garantita nella sua forma piu ampia, come previsto dalla nostra Costituzione. Per tali ragioni l’aggettivo che più spesso si accosta al Presidente della Camera è “coraggioso”, perché ormai si espone nella consapevolezza assoluta che simili esternazioni lo pongono in una posizione isolata soprattutto rispetto a larghe frange del suo partito, ma al contempo gli consentono di ritagliarsi un ruolo di primo piano nella difesa della laicità di uno Stato di cui è insieme servitore e rappresentante.

Può apparire avveniristico o tema da fantapolitica ma sembra che Gianfranco Fini stia disegnando per sé una leadership chiaramente alternativa alla destra attuale, sempre più somigliante ad una sorta di Kadima italiana. Staremo a vedere.


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