Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Politica > articolo

Candidature: conta la sostanza, non la forma


Roma, 28-04-2009

Trovo il dibattito sulle candidature femminili un po’ stucchevole ed anche un po’ ipocrita. Le candidature maschili avvengono forse in modo diverso? Tra queste c’è una selezione di merito? Si può negare che il tema dell’utilizzo della notorietà e, quindi, della presunta capacità di attrarre voti non è usato da tutti

Perché nessuno parla mai di “velini”? Ci si nasconde dietro questi falsi scandali per mascherare meglio l’incapacità ed anche la non volontà dei partiti, di tutti i partiti, di formare la propria classe dirigente attraverso criteri che ormai sembrano dimenticati: il merito, l’impegno, il sacrificio, la militanza.

Il cancro di questo sistema è l’attuale legge elettorale, voluta pervicacemente da Berlusconi e dal centrodestra, ma alla fine utilizzata con i medesimi sistemi sia a destra che a sinistra. Se si vuole davvero cambiare, ed è un problema che riguarda tutti, bisogna cominciare da qui: dalla legge elettorale. Non certo ripristinando il sistema delle preferenze - che solo chi ha la memoria troppo corta può far passare come la soluzione - bensì con il ritorno al sistema maggioritario e ai collegi uninominali, che rappresentano l’unica possibilità di ricostruire un vero e diretto rapporto tra elettore ed eletto e, al contempo, di garantire pari opportunità per chi si cimenta nella competizione elettorale.


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta