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Dietrofront Raggi. Giachetti «Su Roma deciderò io, gli altri vanno Milano»


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Roma, 20-05-2016
Fonte: L'Unità

Indietro tutta. L' algoritmo che espellere gli eletti che «tradiscono il programma» dei 5Stelle sarebbe solo «una battuta» del comico -leader, minimizza Luigi DiMaio durante la conferenza stampa con i candidati sindaco pentastellati. E la romana Virginia Raggi smonta dal patibolo sul quale è salita («Se Grillo me lo chiede mi dimetto», ha detto a L' Espresso ): «L' avvocato Raggi risponderà solo ai cittadini che eventualmente la sceglieranno come sindaco», afferma in terza persona, e «l' ultima parola sarà sempre la mia». L' avvocato Raggi si deve essere resa conto del pasticcio creato dal burocratico (e pericoloso) Codice etico per i candidati al Campidoglio che ha sottoscritto. Il patto di click con Grillo e la Casaleggio associati che obbliga a trasmettere gli atti più importanti per Roma al «parere tecnico -legale a cura dello staff coordinato dai garanti del M5S», recita il Codice. Sul quale dubita il candidato sindaco di Milano, Gianluca Corrado (ieri assente alla conferenza stampa): «C' è chi sostiene siastato imposto dallo staff e chi sostiene sia stato deciso dal gruppo locale», ha commentato. Il clou del controllo è tutto politico, sulle nomine. Lo ammette Raggi stessa: «Per gli atti di alta amministrazione, come le nomine, e per tutti gli altri atti deciderò io perché lo prescrive la legge. Ma a questo si affianca una collaborazione sulla verifica di alcuni requisiti», controllo da parte di «più occhi possibili» come «garanzia dei cittadini». Gli occhi dell' anonimo staff (del quale non ha rivelato i nomi) che aleggia nel web come un Grande Fratello con la "centrale operativa" a Milano. «Se dovessi essere indagata per fatti penalmente rilevanti i cittadini a maggioranza potranno chiedere le mie dimissioni», aggiunge Raggi, ma Grillo è sempre presente, perché «la stessa cosa potrà fare il garante del nostro codice etico se saran noi cittadini a chiederglielo». E dimentica del tutto il voto del Consiglio comunale che potrebbe sfiduciarla, le regole della rappresentanza democratica. «Raggi sindaco: Milano ordina, Roma obbedisce»: questi i cartelli dei Giovani democratici di Romache hanno manifestato davanti alla sede Camera di Commercio dove si svolgeva la conferenza stampa M5S. Il circuito 5 Stelle è autoreferenziale e viaggia al di là delle istituzioni, così come la colpa di Federico Pizzarotti è il non aver informato dell' avviso di garanzia il Movimento. Ieri, secondo un' indiscrezione di Askanews, Grillo avrebbe detto ai suoi fedelissimi che «Pizzarotti è diventato del Pd, ha contatti quotidiani con Renzi, va fermato». Fra l' altro dal video sui sindaci a 5 stelle, ieri, è sparito proprio il primo cittadino di Parma (come in Urss cancellavano le foto dei dissidenti...). Tornando a Roma, il candidato del centrosinistra, Roberto Giachetti, sabato presenterà la sua giunta composta da «persone esperte, competenti, capaci e innovative», assicura. Smentisce ancora di avere chiesto a Massimo Bray di fare l' assessore alla Cultura. «Raggi sfugge a qualunque confronto», denuncia Giachetti, che twitta una foto con la sedia vuota a una tribuna elettorale sulla testata regionale: «Indovinate chi non è presente al confrontotrai candidati sindaco diRoma in Rai? Ubi Grillo, Roma cessat... #virginiascappa». Così come rimase il posto vuoto all' incontro con l' Anci. Giachetti attacca: «Io decido a Roma», mentre altri devono trattare a Milano, che sia con Salvini, con Berlusconi o con Grillo e la Casaleggio. E «se Renzi mi chiedesse di dimettermi? Assolutamente no», risponde il deputato dem al Messaggero tv. Il premier si impegnerà in prima persona nel rush finale della campagna elettorale. La sinistra dem lo ha sollecitato: «Giugno viene prima di ottobre». Oggi a Roma firma l' intesa per gli investimenti nel Lazio con il governatore Nicola Zingaretti e sarà al comizio finale di Giachetti. A Milano ci sarà un' iniziativa con Sala e con Pisapia, forse per l' inevitabile ballotaggio. Renzi sarà presente a Torino, più difficile che vada a Napoli.


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