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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Giachetti ci crede: "Vado al ballottaggio e alla fine vinco io"


Foto articolo
Roma, 21-05-2016
Fonte: La Repubblica

«Ragazzi, io non passerò solo il primo turno, vincerò le elezioni. Se pensate a come stavamo messi tre mesi fa, con tutti i sondaggi che ci volevano fuori dal ballottaggio...». È su di giri il renziano Roberto Giachetti. L' indagine Demos che lo dà secondo, tallonato però da Giorgia Meloni, lo ha messo di buon umore.

La partita è ancora lunga.
«Sì, ma sono fiducioso. Le primarie e la campagna elettorale stanno dando i loro frutti. So bene che con così tanti indecisi, i sondaggi vanno presi con le molle. Ma se ora tutti mi danno in crescita, con Raggi ferma o in discesa, qualcosa vorrà dire. Me ne accorgo girando per strada che il clima in città sta cambiando».

E lei a cosa lo attribuisce?
«La gente inizia a capire con chi ha a che fare. Raggi è una che scappa dai confronti e quando parla di Roma usa il Bignami, avanzando proposte stravaganti. Aggiungiamoci la vicenda allucinante del contratto, che lei dice essere un codice d' onore: peccato però sia prevista una penale da 150mila euro per chi non lo rispetti. Significa che dovrà dimettersi se glielo chiede Grillo. E le decisioni per la città saranno prima vagliate da un fantomatico staff che manda mail anonime».

Tuttavia quello ai 5 stelle è un voto per lo più di protesta, lei come farà ad intercettarlo?
«Man mano i romani si stanno rendendo conto che il Pd ha fatto una grande opera di rinnovamento e di cesura col passato, grazie anche al rapporto Barca e alle liste pulite. E che noi - al contrario di altri candidati - parliamo con la città della città, di soluzioni concrete per farla rinascere».

Parla come se fosse già al ballottaggio. Ma Meloni è a un punto, pronta a sorpassarla.
«Io credo di essere più vicino a Raggi e più lontano da Meloni».

E se così non fosse, come pensa di mettersi in sicurezza?
«Si confronterà un' opzione di destra contro una di centrosinistra. Sarà una battaglia tra due visioni della città che sono pure due storie molto diverse. Noi abbiamo un' esperienza di 20 anni che ha fatto bene a Roma, loro di 5 con Alemanno. Giorgia può anche far finta di essere un' altra cosa perché ora Alemanno appoggia Marchini, ma Fdi era al governo con lui quando la città è stata trattata come è stata trattata».

A proposito di Marchini, rischia di rubarle voti decisivi?
«Forse prima, quando correva come civico puro, c' era chi poteva vederlo come un' opzione, ma dopo l' abbraccio con Berlusconi e Storace, no. Non ce la fa».

Posto che passi il primo turno, è sicuro che Fassina si schiererà con lei e non con il M5s?
«Anche qui, credo che Fassina stia sotto l' 8%. Alcuni di Sinistra italiana mi voteranno già al primo turno. Gli altri poi. Sanno che Roma non ha bisogno di salti nel buio. Sarà una scelta naturale».

Convincerà pure gli elettori di Marino delusi dal Pd?
«Sono elettori di Roma e sceglieranno il candidato più affidabile. Non ci sarà nessuno che per vicende passate, in maniera tafazziana, concorrerà a far perdere il centrosinistra».

Renzi chiuderà la campagna?
«Decideremo insieme».


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