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Giachetti punta sulle donne Sabella sarà capo di gabinetto


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Roma, 24-05-2016
Fonte: L'Unità

La promessa l'ha mantenuta. Due settimane prima del voto ha fatto i nomi dei suoi assessori su Facebook, rivolgendosi ai romani. La squadra l'ha messa insieme da solo «senza vincoli e senza condizionamenti di nessun tipo», ha spiegato, tenendo fede ad un altro impegno, annunciato la notte della vittoria alle primarie romane quando, dallo stanzone dell' ex Dogana a San Lorenzo che sarebbe diventato il quartier generale della battaglia per riprendere il Campidoglio, disse al Pd che la stagione dei caminetti, dei capicorrente e dei bilancini per distribuire incarichi era finita, si trattasse di liste o di una giunta futura. Ha voluto una squadra forte, competente, di prestigio per far tornare Roma al rango di capitale ammirata e non derisa o compianta sulle pagine dei giornali stranieri. «Serve un grande impegno collettivo per far ripartire la città. Gli uomini soli al comando o i candidati teleguidati non bastano più», ha scritto polemico con la destra e con i grillini nel post messo in rete prima di scoprire le carte. In giacca blu e camicia bianca, rigorosamente senza cravatta come fa sempre anche quando entra alla Camera da vicepresidente, il primo nome che ha scoperto, lui radicale cresciuto con Marco Pannella, è stato un nome di peso nella storia del Pci-Pd; un nome di donna, di sinistra, come ha voluto sottolineare. Livia Turco, ex ministra dei governi Prodi e D' Alema, l' ex parlamentare che disse apertamente che era sbagliato parlare di «rottamazione» e bisognava creare ponti tra generazioni diverse per tenere vivo il dialogo nel partito, avrà nelle mani un dossier delicato della città impoverita dove Salvini vorrebbe far vincere l' odio di chi alza Muri: quello del welfare, dei servizi sociali e dell' immigrazione. Il secondo nome che ha pronunciato è stato quello di Silvia Scozzese, l' ex assessora al Bilancio di Ignazio Marino, attuale commissaria di governo per il piano di rientro del debito, a lei spetterà affrontare il bilancio romano e la razionalizzazione della spesa. Poi Lorenza Baroncelli, assessore al Comune di Mantova, architetta che ha lavorato lontana dalla capitale, da Milano a Londra, da Tirana e SanPaolo e ora torna a occuparsi di Roma, di un punto cruciale del programma del candidato sindaco del centrosinistra, la rigenerazione urbana, il destino delle tante opere incompiute che ora imbruttiscono la città e invece possono contribuire a farla rinascere. Carla Ciavarella, dirigente dell' amministrazione penitenziaria, è chiamata a guidare l'assessorato al patrimonio, alla casa e ai progetti speciali, compreso l' ufficio di scopo per i beni confiscati alla mafia per semplificare le procedure e poterli restituire alla città. Dirigente del ministero dell' ambiente, Claudia Servillo si occuperà di ambiente e rifiuti, l' esperta di mobilità Stefania Di Serio di trasporti. La sicurezza sarà affidata a Francesco Tagliente, l' ex questore di Roma. Marco Rossi Doria, anche lui ex assessore della giunta Marino, ex sottosegretario all' Istruzione nei governi Monti e Letta, avrà la delega alla scuola e all' Università. Il direttore di Radio 3 e del Teatro di Roma Marino Sinibaldi si occuperà di cultura. Ultimo nome, caro ai romani che hanno creduto possibile far tornare Roma alla legalità dopo il terremoto di Mafia capitale, quello di Alfonso Sabella, l' ex assessore di Marino che in caso di vittoria diventerà il capo di gabinetto del sindaco di centrosinistra. «È stato un magistrato sempre in prima linea contro la mafia, ha catturato latitanti come Brusca e Bagarella - ha detto Giachetti su Facebook - ha speso una vita al servizio della giustizia e ha avviato una lotta alle infiltrazioni criminali nel Comune di Roma che merita di andare avanti». Non è tutto da buttare il lavoro fatto con la giunta del sindaco marziano. Sabella, è stato uno dei primi ad assere chiamato dal candidato sindaco per chiedergli di dare una mano e tornare alla guida della città e lui non si è tirato indietro. Sei donne e quattro uomini. «Questa è la mia squadra - sono romani per nascita, per adozione o per scelta: amano questa città, non sono espressione di partito o di correnti o di lobby, sono professionisti che fanno lavori bellissimi. Non sono amici miei ma amici di Roma. A loro va la mia gratitudine per aver accettato la mia proposta prima di conoscere l' esito delle elezioni». Altri nomi potrebbero aggiungersi alla squadra, oltre a quelli dei minisindaci, i presidenti dei municipi che dovranno avere più fondi e più poteri. «Da una parte ci sono staff anonimi che guidano e telecomandano le decisioni di chi chiede il vostro voto - ha detto Giachetti polemizzando con la pentastellata Virginia Raggi - dall'altra una squadra autorevole al servizio della città». Scelta di trasparenza, rivendica, il cemento che serve per recuperare la fiducia degli elettori in una città ferita dove disillusi e indecisi sono ancora tanti.


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