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Giachetti al Corriere: no a intese con Verdini ma accetto anche i voti della destra


Foto articolo
Roma, 29-05-2016
Fonte: Corriere della sera

«Mi colpisce il cambio di clima...». Si sente già al ballottaggio, Roberto Giachetti? «Incontro tante persone che sperano in me, confidano che io ce la faccia perché vogliono cambiare, a 360 gradi». Però Renzi sarà al suo fianco l' 1 giugno e non per la chiusura. Paura del flop? «Fosse così avremmo scelto un teatrino e non la sala della Conciliazione, la più grande di Roma. E poi io avevo già previsto la mia chiusura itinerante in motorino, dalle 10 alle 22 di venerdì, mica posso portarmi dietro Renzi in dieci piazze... La mia chiusura è un happening che dura tre giorni». Renzi il 3 sarà a Bologna, non è geloso di Merola? «No, sono contentissimo per lui e anche ottimista, convinto di andare al ballottaggio. Ho solo il dubbio su chi mi accompagnerà. Marchini? Non è in lista, l' ha scaricato pure Berlusconi. Meloni? Tutti hanno capito che è uno scontro puramente nazionale, Roma je passa proprio de striscio ». Che fa, tifa per la Raggi? «Per me è uguale, l' importante è che ci vada io. I ballottaggi sono un altro film: si azzera tutto e si riparte. Mi aspetta un attimo? C' è una persona che vuole salutarmi». Posso chiederle chi era? «Renzo Arbore. Si è alzato da tavola, qui a Testaccio, ed è venuto a salutarmi. Gli chiederò un consiglio su chi nominare night manager ». Sabrina Ferilli vota Raggi. «Diverse persone mi hanno fatto lo stesso ragionamento, "sei una brava persona ma non vi voto più". A molte di loro ho fatto cambiare idea. Ho ancora una settimana per riuscirci anche con lei». E con Fassina, nessuna speranza? «Non ho la più pallida idea di cosa farà Fassina, ma il popolo della sinistra non avrà dubbi. Non ci credo che qualcuno per far del male a Renzi consegna Roma all' avventura». Grillo che diserta il comizio di chiusura della Raggi? « Nun me ne po' frega' de meno . Se hanno capito che le stelle non brillano, sono problemi loro. Io sono stato bravo, ho evitato ogni inquinamento di politica nazionale e terrò fede all' impegno. In quattro mesi ho percorso 4 mila chilometri e non intendo rincorrerli sulla polemica». Se vince lei governerà con Verdini, come dice la Raggi? «No, Verdini non è in campo e non ha accordi con nessuno. Per far capire che il problema non si poneva, ho anche presentato le mie liste subito». Invece si pone, Abrignani ha detto al «Corriere» che Ala sostiene il Pd ovunque e dovrete farvene una ragione. «Su Roma questo problema non c' è, la giunta è fatta e non possono esserci sospetti. Però, visto che le elezioni si vincono con un voto in più, lo chiederò a tutti i romani». I voti di Verdini dunque non puzzano... «I voti dei romani non mi fanno schifo. Per il prolungamento del tram fino a Termini e Marconi, mi prendo anche i voti della destra. Chiaramente al ballottaggio ci andrò con lo stesso raggruppamento di centrosinistra con il quale mi sono presentato alle primarie». Nella sua squadra ha chiamato Livia Turco, D' Alema non sarà stato contento. «Figuriamoci se volevo fare un dispetto a D' Alema. Io, senza mai aver avuto scontri politici, sono stato trattato assai male da lui, gratuitamente. È andato due volte in tv a dire che sono inadeguato. Io non ce l' ho con lui e non capisco perché lui ce l' abbia con me». Sta provando a recuperare il sostegno della sinistra Pd? «Ho scelto la Turco per la straordinaria energia, freschezza e modernità di visione sul sociale. Magari questo potrà servire alla minoranza del Pd, a Fassina e a tutti quelli che dicevano "il renziano Giachetti". È la dimostrazione che io ragiono con la mia testa e non ho pregiudizi. Rossi Doria ha una storia di sinistra, prova che non ho rancore verso Marino». Vi siete sentiti? «No, però mi saluta dalla tv insultandomi, tutto aggratis ». I Radicali sono alla scissione, lei ci soffre? «È una cosa che mi fa male, è chiaro. Mi addolora che si siano presi a botte proprio ora, che mi appoggiano da tutte e due le parti». Porterà in Campidoglio la lezione di Pannella? «Marco è stato presidente di Ostia e in 100 giorni ha portato le ruspe del Genio civile per abbattere manufatti abusivi. Io porterò a Roma la sua onestà, il rigore, la determinazione e le ruspe, perché Ostia diventi più bella di Barceloneta».


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