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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Giachetti al Fatto: "Ho cattivo carattere, ma buona coscienza: e la Raggi la batto"


Foto articolo
Roma, 29-05-2016
Fonte: Il Fatto Quotidiano

"Sono andato a cercarmi tutti i luoghi in cui il Pd aveva combinato casini e li ho frequentati". Le dicevano parolacce, cose brutte, offensive? Più che parolacce diffidenza, straniamento, lontanaza. Erano le occhiate che mi colpivano. A proposito di sguardi. Ma quel manifesto con gli occhi al cielo? Ma 'ndo cazzo guardi Giaché, le buche stanno per terra. Me ne hanno dette di ogni colore. Non lo so, la fotografia è venuta così. Poteva rifarla. Dicevano che era bella. La misura della gravità della condizione di Roma e della disgrazia del Pd è data dalla scelta di affidare a questo radicale un po' bohemien la candidatura a sindaco. Sta dicendo che hanno scelto senza consultarmi? Dico: erano alla frutta perciò hanno chiamato lei, un vizioso della sconfitta. Sul perdente lasci ancora qualche spiraglio al dubbio. Sul resto convengo: ho preso un partito che stava poco oltre le due cifre e lo sto portando al ballottaggio. Facendo tutto da me, scegliendo ogni cosa secondo il mio gusto, le mie opinioni. È la prima volta che vivo il Pd come dico io. Se la politica le riesce come quella foto sta fresco il suo amico Renzi. Vuol sapere quante visualizzazioni ha fatto il video in cui sbrocco? Io so che lei non sbrocca solo per finta. Cinquecentomila. Ha un carattere insopportabile, ai confini dell' isterismo. Ammetto che sono irascibile. Irascibile è poco. Per un nonnulla le vengono i fremiti. Ho un cattivo carattere ma una buona coscienza. Sono onesto, ho dato prova di conoscere Roma e quando sono stato chiamato a collaborare col sindaco Rutelli da capo di gabinetto ho gestito un mostro che si chiama Giubileo senza un avviso di garanzia, un arresto, un morto nei cantieri, una chiamata dalla Corte dei Conti. Giachetti, lei non arriva nemmeno al ballottaggio. Sto inseguendo la Raggi, conquisto terreno, riduco le distanze ogni giorno. Altro che ballottaggio, qui è alle viste la pole position. Perdoni la curiosità: ma il suo aspetto fisico sembra sempre sul filo della denutrizione. La barba da poverello. Libero ha scritto che indosso giacche da profugo. È vero che Roma conosce la povertà, ma lei vorrebbe che ci si specchiasse ogni giorno attraverso l' estetica del suo sindaco. Sono così, prendere o lasciare. La barba non riesco a farla perché ho la pelle delicata che si ammalora se subisce il rasoio quotidiano. Sul resto non sarò elegantissimo, ma sopporterete. Gira in scooter e fa tanto radicale. Metà di chi mi vede giungere così agli appuntamenti, e per giunta puntuale, condivide e apprezza, metà mi prende per l' ultimo degli sfigati e mi snobba. Dietro la faccia pulita c' è un partito che gestisce ogni potere. E col potere chi va a braccetto: i poverelli o i ricconi? Non ci crederà ed è suo diritto. Ma questa campagna elettorale è organizzata da me, con i programmi che ho deciso io, le liste che ho accettato io. Badi che qualcuno dei suoi candidati farà il voto disgiunto: Pd al Comune e Marchini sindaco. Si riferisce forse a D' Alema? Se approfondisce qualche altra sorpresa troverà. Mi permetta di ripeterle che qualche sorpresa la farò io all' Italia. Bisticcerà con qualcuno prima del ballottaggio. Ma no! La forza della mia campagna sono le idee. È colpa mia se Raggi parla di baratto e abolizione delle carte di credito? È colpa mia se Raggi invece di venire ai confronti - dove avrebbe buon gioco a rivoltarmi addosso tutte le accuse - scompare, fugge, diserta? Il suo partito ha concorso a bucare Roma, svuotarla, corromperla. Ma lei, il novello San Francesco della Capitale, promette competenza, trasparenza, moralità. Non le sembra un po' ardita la dimensione della promessa. Le ho detto che ho sentito anzitutto il bisogno di andare nelle periferie, in tutti i posti dove avevamo combinato casini. Da un punto di vista psicologico è rilevante la sua necessità di emendare le colpe coprendo di cenere il capo. Mo' esageri. Sputi, parolacce… Sputi no, manco parolacce. Spintoni, vaffanculo, pezzo di merda. Solo occhiate, ammonimenti muti ma severi. Ha garantito alla città, se verrà eletto, una bella giunta della terza età. Come prosecuzione della chiamata dei giovani talenti nascosti, la nota battaglia del suo dante causa, non è niente male. È la conferma che scelgo in autonomia. Livia Turco? Una grandissima donna, con una competenza inarrivabile agli Affari Sociali. Sappia che il figlio di Livia… So che fa il dj. Si chiama Enrico, in atto di devozione a Berlinguer. Avverta il partito che il comunismo moralista è alle porte. Arrivederci.


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