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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Giachetti al Corriere «Trasformare Roma, per sempre? Meno fatica (e più modernità)»


Foto articolo
Roma, 03-06-2016
Fonte: Corriere della sera

Questa è l' ultima puntata del confronto tra i principali candidati alla poltrona di sindaco pubblicata dal Corriere della Sera. Dopo i trasporti, il decoro della città, la cultura e le tariffe locali, questa volta abbiamo chiesto a Stefano Fassina, Roberto Giachetti, Alfio Marchini, Giorgia Meloni e Virginia Raggi - come sempre presentati in ordine alfabetico - di esprimersi su temi affrontati poco o niente in questa campagna elettorale... E così stavolta, nella speranza di aiutare i lettori a compiere domenica la scelta più giusta, abbiamo cercato di farli sbilanciare un po'.

Le risposte di Roberto Giachetti

20 giugno 2016, lei è sindaco da poche ore. Da cosa, nei primi 60 giorni, i cittadini si accorgeranno che è cambiato il sindaco?
Tra le 100 opere incompiute che abbiamo censito, almeno 50 avranno un cartellone che dirà se l' opera si finirà, quando sarà ultimata, che utilizzo ci sarà. Avvierò da subito il decentramento e il trasferimento di poteri, risorse e personale affinché sia rapidamente effettivo, contemporaneamente a questo accompagnerò gesti significativi di coinvolgimento totale dei presidenti di municipio. I cittadini vedranno squadre dell' ufficio tecnico su tutti gli snodi viari a studiare come realizzare le nuove corsie preferenziali per i bus. Il sindaco e gli assessori, un giorno a settimana, visiteranno le periferie per ascoltare le richieste e monitorare l' applicazione delle politiche.

«C’era un sogno, chiamato Roma…». Lei, da sindaco, ce l’ha un sogno nel cassetto, un’idea (un progetto, un’opera, un’infrastruttura, un evento) che vorrebbe realizzare per la Capitale?
Sogno di creare un luogo di eccellenza in cui creatività, innovazione, università e impresa stiano insieme. Un grande spazio reinventato e reso più bello da un grande architetto. Un luogo vivo, che stia nei libri di urbanistica, che segnali al mondo che Roma è nell' architettura dell' Innovazione. Alla città occorre un segno urbanistico del cambiamento. Per il luogo fisico ci vorrà tempo, ma da subito gli atti amministrativi e la strategia della città indicheranno la strada dell' innovazione.

Se vincesse, si impegna fin da ora a ricandidarsi nel 2021? E, al netto delle emergenze quali buche e traffico, ci può dire quale sarà la «filosofia» di fondo della sua azione amministrativa?
Voglio essere il sindaco che fa di Roma una città più inclusiva e meno faticosa. Un comune che usi l' innovazione e gli Open Data, che sperimenti nuovi modelli di amministrazione. Voglio che Roma venga annoverata tra le grandi città che cambiano e che danno la linea su come amministrare la modernità. Se i primi cinque anni saranno stati un successo, e se i romani lo vorranno, mi ricandiderò.


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