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Il tour di Giachetti attraversa la città «A noi non servono effetti speciali»


Foto articolo
Roma, 04-06-2016
Fonte: Corriere della sera

La pioggia, poi il sole, le corse in moto fino al mare, gli abbracci con i compagni a Casalotti e alla borgata Finocchio, a Garbatella. Non è una giornata di festa (anche se così sembra) è l' ultima giornata elettorale da candidato del centro sinistra (guai a dire del Pd) Roberto Giachetti. Chiude con un super tour cittadino, lui in moto e lo staff dietro, la campagna elettorale che per vezzo chiama «Metro G», come una linea di metropolitana ideale che unisce la città da Casalotti, fino ad Ostia Antica, passando per Magliana e Trionfale. È una fatica per chi deve seguirlo, soprattutto quando al mattino la giornata comincia con una scrosciata d' acqua che si trasforma in un sole caldissimo. «Niente palchi, niente grandi piazze con effetti speciali - precisa Giachetti - andiamo noi nei quartieri, nelle strade». In ogni piazza, in ogni tappa trova i presidenti di municipio e i compagni di partito. A piazza Bologna viene fermato da un candidato di «Noi con Salvini», che si presenta come un cittadino, «voi per Roma non avete mai fatto nulla», gli urla. A Casalotti, una signora quasi novantenne lo ferma: «Non mi deludere che se non fai quello che prometti, giuro che vengo a cercarti in Campidoglio». La moto corre verso piazza S.Eurosia, alla Garbatella, lo aspettano i candidati presidenti Anna Rita Marocchi ed Andrea Santori, compagni di partito come Walter Verini, il commissario Matteo Orfini e cittadini. Ad un certo punto appare anche il presidente della regione, Nicola Zingaretti. Il sole è a picco, le nuvole sono scomparse. «Se mi abbronzo in questo tour diranno che vado al mare - dice Giachetti -, ma vi prego domenica, se ci fosse il sole come oggi, di tornare in tempo per votare. E avvertite anche i vostri amici di tornare a votare». Un signore anziano gli si avvicina, «a' Giache' non voto da tanto tempo, sono andato a ritirare la scheda solo per te». Lui gli sorride e lo ringrazia. Nella deliziosa piazzetta Gregoriopoli ad Ostia antica non lo aspetta nessun potenziale presidente, perché qui non si vota, c' è Giovanni Zannola, l' unico candidato Pd al consiglio comunale di qui. «Sono tornato perché penso che Ostia debba diventare il simbolo del riscatto della città», dice Giachetti. «Tu hai parlato molto del rilancio di Ostia e ti ringrazio. Nessuno ne ha parlato tanto», dice Zannola. Giachetti si gira verso il borgo antico, «lì c' è il castello di Giulio II, chiuso per mancanza di personale, vero? Lo riapriremo». In tutte le tappe ricorda, «abbiamo rotto con il passato, abbiamo presentato la giunta 15 giorni prima del voto. Il M5S ancora non l' ha fatto». E aggiunge: «Alla Raggi che dice che non ho mai lavorato rispondo che solo chi non capisce nulla della macchina amministrativa può pensare che fare il capogabinetto del sindaco di Roma significhi non lavorare». Tra i palazzoni della Magliana, quarta tappa, appare Livia Turco, assessore alle politiche sociali in pectore , «apprezzo che nel suo programma ci sia l' eguaglianza perché, per esempio a Roma, l' aspettativa di vita cambia a seconda del quartiere dove si vive, questo non è accettabile». La moto di Giachetti riparte e corre fino a sera, si ferma solo all' ex-Dogana di San Lorenzo, da dove era partita settimane fa.


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