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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Giachetti al Tempo: «Basta sfiducia Votatemi e Roma risorgerà»


Foto articolo
Roma, 04-06-2016
Fonte: Il Tempo

Con chi andrebbe a cena e da chi non comprerebbe un' auto usata?
«A cena con la Meloni, siamo amici e ci divertiremmo a raccontarci i dietro le quinte. Quanto alla macchina direi da Marchini, anche perché non me la potrei permettere».

Cambierebbe qualcosa della sua campagna elettorale?
«Ho scritto un programma pieno di riferimenti alle esperienze di diverse città europee. Penso che abbiamo bisogno di costruire una città che guardi fuori dai suoi confini; all' Europa, al mondo. Mi sarebbe piaciuto dare un tocco di Europa in più. Lo farò da sindaco. Per il resto sono soddisfatto: gli osservatori esterni riconoscono il buon lavoro fatto. Al ballottaggio proveremo a migliorarci ancora».

Chi troverà al secondo turno? Ricucirà con Sel?
«Siamo pronti ad affrontare chiunque. Quanto a Sinistra Italiana, c' è una tale sintonia su priorità, cose da fare e modo di farle, che sicuramente ci sarà un punto di incontro».

Un appello agli indecisi: perché votare Giachetti?
«Per la mia storia e per un programma che ha una visione della città, punta sulla competitività e ha una forte componente sociale. Vogliamo rilanciare Roma puntando sulla sua capacità di innovazione e di creatività e vogliamo aggredire le grandissime diseguaglianze».

È eletto sindaco. Alla fine dei cinque anni è soddisfatto se...
«Se Roma comincia a risalire nelle classifiche internazionali sulla qualità della vita. Se gli autobus arrivano puntuali. Se le buche non saranno più il principale problema. Se l' esodo all' estero dei nostri ragazzi si ferma. Se ricominciamo ad attrarre capitali e talenti. Se attraverso i fondi Ue riusciamo a fare delle realizzazioni per la città che rimangano nel tempo. Se le nostre scuole nei pomeriggi saranno luoghi di cultura e coesione. Se ogni cittadino saprà con chi prendersela quando qualcosa non funziona e saprà con chi complimentarsi se una cosa funziona».

La cosa che più la preoccupa di Roma?
«Il clima di sfiducia e rassegnazione che spesso si respira. È il peggior nemico della trasformazione della città di cui abbiamo bisogno. Ed è compito della politica cambiare questo clima. Io ci ho provato cercando di non occuparmi solo della risoluzione dei problemi immediati ma anche alzando un po' la testa, guardando al futuro con ambizione. Se Roma dovesse ottenere nel 2017 le Olimpiadi 2024, ci sarebbe una riscossa in città. Per questo ho voluto la candidatura e non capisco chi vuole negare questo sogno alla città».

La prima cosa che farebbe se dovesse essere eletto?
«Inizierei subito il lavoro per riorganizzare le competenze dei Municipi in modo che i minisindaci abbiano più poteri e possano aiutare i romani sui loro territori. Sbloccherei 150 nuovi autobus e inizierei il lavoro per realizzare le corsie preferenziali contromano, per dare una decisa svolta alla mobilità. Attiverei la task -force 06-Zerobuche per dare sollievo immediato ai cittadini. Nei primi cento giorni completerei il censimento delle opere incompiute e individuerei i percorsi per sbloccarle».

Cosa farà nel week-end e come passerà lo spoglio?
«Sparirò per 36 ore. Voglio isolarmi nella natura. Non venitemi a cercare. Mi raccomando. Niente scherzi. Lo spoglio? Deciderò in tempo reale».


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