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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti al Tempo «Ora voglio proprio vedere se la Raggi scappa ancora»


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Roma, 08-06-2016
Fonte: Il Tempo

«Finalmente saremo solo io e lei». Roberto Giachetti, candidato sindaco del centrosinistra, entra nel vivo della sfida che al ballottaggio lo vedrà opposto a Virginia Raggi con la consueta determinazione. Deciso a «essere e fare il Giachetti», consapevole che il secondo turno è tutta un' altra partita e che la rimonta è possibile, nonostante un gap di quasi 11 punti e oltre 130mila voti.

Giachetti, Totti ha detto che voterà per lei...
«Bene, un voto l' ho recuperato. Ne mancano 129.999».

Scherzi a parte.
«Il valore di questa indicazione di voto è inestimabile. Vuol dire che la città coglie l' opportunità delle Olimpiadi: possono creare 170mila posti di lavoro».

Se tutti gli eventuali nuovi assunti votassero per lei stravincerebbe.
«È un dato che non va sottovalutato. Anche Candreva ha capito l' importanza delle Olimpiadi. Il 70% delle opere da effettuare è la ristrutturazione degli impianti esistenti».

La Raggi obietta che non ci sono soldi.
«Il Cio ci darebbe una pioggia di milioni per organizzare i Giochi, altrimenti no. Mica potremmo reinvestire quei fondi per gli asili. Ho gestito eventi importanti come il Giubileo del 2000 senza un morto nei cantieri né un arresto. Io voglio confrontarmi con la Raggi sui programmi. Finalmente saremo io e lei, io con la mia storia e lei con la sua, io col mio curriciulum e lei col suo, pagine mancanti a parte ovviamente».

Ecco parliamo di programmi.
«Io voglio le Olimpiadi, lei no. Io sono per lo stadio della Roma perché porta 400 milioni in opere di urbanizzazione che altrimenti non potremmo fare. Io voglio prolungare la Metro C fino all' Olimpico e lei vuole che si fermi fino a San Giovanni, io voglio rinegoziare il debito e lei promette il reddito di cittadinanza. I romani scelgano».

Al primo turno però i romani sembrano aver parlato chiaro.
«È vero ed è un segnale che ho ben colto con grande umiltà. Ce l' avevano col Pd, con Mafia Capitale, con Marino. Adesso si apre una fase nuova, si azzera tutto. C' è solo la mia faccia e la sua. Come dice il mio amico Rutelli, a mettere una X sulla scheda ci vogliono 5 minuti, le conseguenze durano 5 anni».

Già, Rutelli. Sia lui sia Veltroni al ballottaggio hanno sempre sentito l' esigenza di allargare la propria base di consenso. Che segnale intende dare alla città, alle categorie?
«Voglio far ripartire tutta la città, ad esempio sbloccando i programmi di recupero delle periferie. Voglio che tutta la città si rimetta in moto e per farlo non avrò alcun pregiudizio verso nessuno. Lo farò avendo le mani libere e senza preconcetti, puntando su regole etrasparenza. Per questo ho varato la giunta prima. Tutti dovranno rimboccarsi le maniche».

A proposito di giunta, andrà allargata.
«Non è detto. La giunta è quella, le dà l' idea che sia stata contrattata con i partiti? Se sentirò l' esigenza di allargarla lo farò prima del ballottaggio». E il vicensindaco? «Lo indicherò se verrò eletto».

Tutti i suoi alleati le si sono stretti intorno con solidarietà e lealtà nonostante il momento difficile.
«Tutti hanno capito chela partita è ancora da giocare. Ho preso 30mila voti più delle liste, quando mi sono candidato il Pd era al 10% e io ero quarto dietro Mar chini. Invece sono al ballottaggio. Tutto merito mio? Assoluta mente no, è stato un lavoro di squadra, tutti hanno portato un grande contributo sentendosi inclusi in un progetto».

Ieri ha incontrato gli eletti del Pd. Ascolterà le altre liste?
«Certo. La mia civica già mi ha chiesto un incontro, se lo faranno anche gli altri ci vedremo e stabiliremo percorsi e iniziative. La sfida è aperta e dobbiamo vincerla tutti insieme».

Ha sentito Renzi?
«Via sms. Mi ha detto che al ballottaggio è una partita nuova e devo fare Giachetti, cioè niente calcoli».

Rutelli e Veltroni?
«Ho sentito anche loro. È come il 2008, stavolta la rimonta possiamo farla noi. È un film nuovo, basta con Mafia Capitale, il derby nel centrodestra e altro. Siamo solo io e la Raggi. Sevin co chiudo i serbatoi di Mafia Capitale».

Lei ha vinto in Centro e ai Parioli. È borghese lei o il Pd è diventato un partito borghese?
«Nel centro storico il voto al centrosinistra è consolidato. Sapevo che in periferia sarebbe stata dura, anche per via delle giuste critiche rispetto a quanto combinato negli ultimi anni. Per questo non siamo andati alle Torri o a Ostia, dove sono stati fatti più danni. Ma non si tratta di un voto convinto alla Raggi, è solo protesta».

Spiega così il fatto che in molto Municipi il Pd parta in vantaggio al secondo turno?
«È un voto diverso. Sono stati premiati i minisindaci che fino all' ultimo hanno governato durante il commissariamento, che sono stati vicino al territorio, che hanno ben amministrato. Per questo ho voluto incontrare gli eletti, per motivarli. Dal territorio e dal buon governo dei presidenti può partire la rimonta».

Beatrice Lorenzin la appoggerà.
«È una decisione sulla quale spero riflettano tutti i romani. La Raggi dice che passerà i primi cento giorni aim parare, io in cento giorni farà delle cose concrete: 150 nuovi bus, sblocco delle opere incompiute».

La sua amica Meloni ha detto che non se la sente di spendersi per la Raggi perché non vuole accostare la propria faccia al pressapochismo grillino.
«Gli elettori votano per come se la sentono, non per cosa dice il leader. Vale per Giorgia, ma anche per Mar chini e Fassina. Il voto non si controlla più, non è un caso che le preferenze generalmente siano crollate, d' altra parte io le abolierei. Anche per questo abbiamo voluto liste pulite. Ora ai romani dico solo: ascoltate il mio programma, ascoltate quello della Raggi e scegliete. Ma siamo solo io e lei, il resto, i partiti, il passato non contano. Speriamo solo accetti il confronto e non continui a scappare».

Renzi scenderà in campo per lei?
«Prima dicevano che Matteo mi aveva mollato, poi quando è venuto all' Auditorium Conciliazione hanno gridato allo scandalo. Io sono contento se lui vuole venire a darmi una mano, Renzi è un fenomeno, ma la faccia ce la metto io».

Renzi sta simpatico ai romani?
«Non ho mai sentito nessuno inveire contro di lui».


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