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L' Olimpiade entra nella sfida elettorale


Roma, 08-06-2016

L' assist arriva quando la partita sembra già perduta. Francesco Totti, il capitano giallorosso che ieri ha firmato l' agognato rinnovo di contratto, scende in campo per le Olimpiadi e, indirettamente, a favore di Roberto Giachetti, impegnato in un disperato tentativo di rimonta (partendo da 130 mila voti sotto), nella corsa a sindaco di Roma, su Virginia Raggi di M5S. Così sembrava, almeno, fino alla nota di precisazione dello stesso Pupone : «Non voglio essere strumentalizzato dalla politica. Sono solo a favore dello sport». In mezzo, un duello rusticano su uno dei pochi temi che sembra «accendere» la campagna elettorale romana: la candidatura ai Giochi del 2024, assegnazione che si deciderà a Lima, in Perù, a settembre 2017. Giachetti è a favore, la Raggi contraria. Almeno fino all' altro ieri. Perché, tra oscillamenti vari, dentro M5S non ci si capisce più granché. Partiamo da Totti, comunque. Che, in mattinata, dice: «Avere una visione lungimirante per il futuro di Roma significa perseguire obiettivi importanti, tra cui la candidatura alle Olimpiadi. Dare ai nostri figli la speranza di rinascita è un dovere di tutti quelli che ci governano e ci governeranno». E poi: «Roma deve tornare ad essere una capitale mondiale e solo lavorando tutti insieme per portare qui i Giochi del 2024 si può garantire una prospettiva di sviluppo concreto alla città e alle future generazioni. Da romano e romanista io sarò sempre orgogliosamente a favore delle Olimpiadi a Roma». Senza mai nominarlo, sembra un chiaro endorsement («spontaneo» oppure indotto?) per il candidato del centrosinistra. E, infatti, Bobo coglie al volo l' occasione: «Ho il suo sostegno? Presumo di sì», dice a CorriereLive . Poi, via twitter, Giachetti spiega: «Per la Raggi è criminale farle. Io dico che sono un' occasione e che portano 170 mila posti di lavoro». La frase di Totti appare il segnale che «il partito delle Olimpiadi», capitanato dal presidente del Coni Giovanni Malagò e da Luca di Montezemolo (presidente del Comitato promotore «Roma 2024») si sta muovendo. Anche il premier Renzi interviene, ritwittando la dichiarazione della campionessa di scherma Beatrice Vio («non vedo l' ora»). Ma, dall' altra parte, anche gli «anti-Olimpiadi» si mobilitano. Secondo il Radicale Riccardo Magi «il 63% dei romani vuole il referendum», mentre Alessandro Di Battista posta su Facebook: «Italia 90, Olimpiadi, Montezemolo e Caltagirone». E invita a condividere un servizio tv sulle grandi incompiute. Le radio romane, sulle parole di Totti, si scatenano: «A France' - dice un ascoltatore - sono romanista, ma no alle Olimpiadi». Stessa cosa avviene sui social, dove qualcuno ricorda la vicenda del palazzo di proprietà della società di Totti, adibito a residence per l' emergenza casa, con canone di locazione a carico del Comune. Tutto deciso? Non proprio. Con una capriola, è lo stesso Di Battista (secondo molti sarà il «sindaco occulto») a cambiare rotta. Le Olimpiadi? «L' iter è già iniziato e non lo interromperemo, anche se Roma non ha ancora vinto la candidatura. Nell' amministrazione capitolina verrà prima l' ordinario e poi lo straordinario. Nessun cittadino ci ferma per dire: "Avanti coi Giochi"». Raggi conferma: «Riteniamo che la città abbia bisogno di misure molto importanti su trasporti e decoro». Giachetti, invece, va giù piatto: «La mia avversaria sa dire solo di no. Totti ha ragione. Dire no alle Olimpiadi per paura sarebbe un danno enorme». A quel punto, però, il numero dieci si sfila: «Sono semplicemente accanto alla candidatura. La politica non c' entra niente e non mi piace essere strumentalizzato. Non faccio parte di nessuno schieramento politico, sono unicamente dalla parte dello sport». Se doveva essere un assist, stavolta è venuto male.


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