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Giachetti al Nuovo Corriere Nazionale: "Tre ragioni per votarmi"


Foto articolo
Roma, 11-06-2016
Fonte: Nuovo Corriere Nazionale

Manca poco piuÌ€ di una settimana e Roma torneraÌ€ a votare. Ma questa volta la partita eÌ€ tra soli due candidati: Giachetti del centrosinistra e Raggi del M5s. Roma eÌ€ in una fase diffi- cile: in un mondo che va cosiÌ€ veloce, non riesce a mettere in rete tutte le sue potenzialitaÌ€ e soffre. Soffre anche di una gestione amministrativa passata non esente da ombre. La scelta del sindaco eÌ€ quindi cruciale. Roberto Giachetti racconta al Nuovo Corriere Nazionale la sua strategia, i suoi obiettivi, questi ultimi giorni di campagna e le sue prospettive da ‘eventuale’ sindaco.

Andiamo subito al cuore della questione: tre buone ragioni per votare Giachetti e non Raggi.
Primo perché Roma ha bisogno di un sindaco forte, autonomo, d'esperienza, capace di assumersi personalmente la responsabilità di scelte importanti senza la necessità di consultare un comico a Genova, un direttorio a Roma e una srl a Milano.
Poi perché sono il candidato con il programma più credibile e innovativo e sono l’unico che saprà riformare la complessa macchina amministrativa del Campidoglio, semplicemente perché la conosco bene. E questo è il primo e necessario passo per intervenire sui problemi della città e attuare il programma.
La terza ragione è la visione che propongo. Le città del mondo sono quelle che si danno una strategia per il futuro, quelle che si pensano a venti, trent'anni. Nel mio programma ho previsto un piano che vada in questo senso per una visione positiva, progressista, inclusiva e innovativa della città. A questo sono dedicati i miei dodici cantieri: serbatoi di idee e iniziative,per le quali non nascondo di aver preso spunto da altre città del mondo. Penso dunque che compito di un sindaco sia certamente lavorare sul presente e insieme anche immaginare il  futuro della comunità. In questo senso temo una cosa in particolare del Movimento 5 Stelle: il suo dividere in "Noi" e "Voi".

Qual è la strategia della campagna per il ballottaggio?
Durante tutta la campagna sono stato me stesso. E non intendo venir meno adesso. Ho pubblicato un programma con idee forti e un orizzonte europeo. Sono l’unico ad aver annunciato la giunta. Ho una lunga esperienza politico-amministrativa e una carriera condotta onestamente e sempre sotto il pubblico scrutinio. Personalità, Idee, Squadra. Punto su questi tre principali elementi. Farli conoscere e apprezzare. Ringrazio chi mi ha votato al primo turno e gli chiedo di tornare a votare accompagnando al seggio gli incerti. Chiedo il voto di chi si è astenuto, può fidarsi di me e della mia storia. Chiedo il voto di chi ha votato a sinistra, perché il mio programma elettorale è ricco di proposte concrete per l’ambiente, il lavoro, le politiche sociali, un bilancio alleggerito dal peso del debito e impiegato meglio per i servizi sociali. Chiedo il voto a chi ha votato a destra, perché la mia proposta programmatica e la mia giunta garantiranno inclusione ma anche rigore nei confronti di chi non rispetta le regole e protezione per chi non si sente sicuro.  Chiedo il voto a chi ha votato Virginia Raggi. Capisco chiaramente le ragioni di disappunto verso la politica del passato. Però adesso si tratta di eleggere il migliore amministratore possibile, non più di esercitare una protesta simbolica.

Fiducioso per i ballottaggi nei Municipi?
I ballottaggi nei Municipi sono il nostro punto di forza. Abbiamo una squadra di amministratori locali competenti e motivati che stanno battendo il territorio spiegando ai romani che ci siamo, anche e soprattutto nelle periferie di cui conosciamo bene i problemi e che faremo il possibile per risolverli. La Roma del futuro sarà quella che si disegna nelle periferie. Dobbiamo tirar fuori le energie che ci sono e offrire nuove opportunità. Dobbiamo ricucire la città portando manutenzione, servizi migliori ma anche realizzando opere che simboleggino il rilancio delle periferie e consentano di sentirsi orgogliosi di essere romani ovunque si risieda. 
Rifarebbe la scelta di candidarsi? Certamente! Conoscevo Roma bene ma in questi cinque mesi di campagna elettorale ho approfondito il mio rapporto con la città. È stato un viaggio bellissimo che mi ha svelato nuovi pezzi di bellezza e miseria che non conoscevo e, devo dirti, che in questo viaggio la voglia di diventare sindaco è cresciuta. Insieme all'orgoglio di essere romano e all'ambizione di rendere Roma migliore.

Dopo questa esperienza si sente più 'leader', considerando che per molti è già un miracolo essere arrivati al ballottaggio?
Sicuramente questa campagna elettorale mi ha fatto conoscere di più dai romani e sono contento del fatto che quanto più mi si conosceva tanto più si saliva nei sondaggi. Arrivare al ballottaggio è stato il primo passo, un "mezzo miracolo" dopo tutto quello che è successo a Roma. Ma dobbiamo necessariamente accelerare la nostra azione e far capire che per la città abbiamo una visione: che parte dal concetto di opportunità. Per chi fa impresa. Per chi è in difficoltà. Per chi vuole fare sport. Per chi lavora nella cultura. Ecco, io penso che la vera misura di essere leader sia nella capacità di far passare questo messaggio alla città.



In caso di vittoria, Roma avrà la giunta entro i primi 7 giorni?
La giunta è già pronta, i nomi sono stati annunciati e sono già al lavoro sul programma e sui principali dossier della capitale. Il 20 giugno me li porto in giro per le periferie a discutere del da farsi e poi nei primi due mesi le giunte saranno convocate a rotazione in tutti i Municipi. Un modo per discutere con i presidenti di Municipio di risorse, responsabilità e obiettivi di ciascuno e per far capire che la Roma che vogliamo costruire sarà fortemente ancorata al territorio e vicina ai cittadini.

Molti anziani sono rimasti a casa. Sono quelli che soffrono di più della mancanza di servizi pubblici all’altezza. Come intende convincerli?
Abbiamo in programma molti progetti per loro: vanno dai contributi economici, come facemmo con la Delibera 154/97 per il sostegno al reddito, a un modo più intelligente di ospitarli in gruppo nelle case popolari più grandi. C’è poi il progetto ‘Adotta un’aiuola’ e un patto tra anziani e studenti fuori sede. Ma anche l’albo delle badanti e misure per proteggerli e assicurare l’accesso a farmaci e terapie, ad esempio con l’odontoiatria sociale. Lavoreremo anche alla mobilità per la terza età. In collaborazione con i Municipi, saranno organizzate linee di autobus dedicate alle esigenze degli anziani. Alle linee Cimiteriali, saranno aggiunte linee con cadenza bisettimanale attive per tutto l’anno. Ogni Municipio, inoltre, disegnerà una linea dedicata ai centri anziani e ai principali ospedali e ambulatori. 



Cosa c'è stato e cosa c'è di Radicale in Giachetti, ancor più dopo questi ultimi intensi mesi di campagna elettorale?
Molto. E il fatto che Marco Pannella ci abbia lasciati nelle scorse settimane mi ha fatto riflettere ancora di più sul significato vero di passione per la politica e non per il potere. L’ interesse per i più deboli. Il senso della politica come una battaglia rispettosa delle regole. La laicità.  La fiducia nella trasparenza e nell'informazione. La lotta per la libertà. La capacità di sacrificare la propria vita per il bene pubblico. L’uso del corpo per le battaglie politiche e anche la passione per i regolamenti delle assemblee elettive. Questo ho imparato in casa radicale, questo il mio modo di fare politica. Anche queste sono le cose che torneranno utili quando sarò sindaco.


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