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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Intervento Roberto Giachetti - Roma Bella 1 Ottobre 2016

 

Roma, 03-10-2016

Quella di sabato al cinema Adriano non è stata un'occasione per celebrare la sfiga né per fare un'operazione nostalgia. Non un modo per creare una corrente (anche se mi diverte molto qualcuno continui a pensarlo), ma un tentativo di andare oltre le polemiche e delineare una visione per la nostra città. Visione che, per parte nostra, porteremo in Campidoglio attraverso delibere e progetti. Roma ha bisogno di energie, e non ci tiriamo indietro rispetto alla responsabilità di renderla migliore. Per mesi in campagna elettorale abbiamo ripetuto che per poterla rimettere in moto bisognava innanzitutto riorganizzare la macchina amministrativa, ma oggi non abbiamo neanche un capo di gabinetto.

Oggi abbiamo la prova che annunciare la giunta 15 giorni prima del voto non era una mossa elettorale, ma un gesto dettato dall'urgenza di dover lavorare dal primo giorno. Giunta che la sindaca Raggi non abbiamo ancora ben capito se è in grado di nominare o meno, nemmeno a tre mesi dalla sua elezione.

Vedete, ho un rammarico: sentire parlare uno dopo l'altro tutti i componenti della squadra che avevo scelto mi ha fatto comprendere che sarebbe stato davvero possibile avere una visione politica per Roma. Affrontare il quotidiano (davvero, non come accade oggi) e allo stesso tempo pensare alla Roma che verrà, tra vent'anni e più.

Abbiamo perso e siamo all'opposizione, che tentiamo di fare nel merito nonostante proposte sul tavolo da parte della giunta Raggi non ve ne siano: puoi opporti a qualcosa che c'è, ma se non c'è nulla è difficile.

In molti in questi giorni mi hanno detto "è presto, fateli lavorare". Tutti gli interventi di ieri (che nelle prossime ore troverete sulla pagina Roma Bella) hanno dimostrato con chiarezza dettagli e tempistiche quante cose si potevano fare in cento giorni. Tempo sprecato che Roma non poteva permettersi.

Sabato all'Adriano c'era tanta gente che ha appoggiato la mia campagna elettorale e io credo si debba prendere coscienza che se abbiamo perso è perché troppo spesso ci è mancato un rapporto con la città che forse possiamo provare a ricostruire partendo da qui. Da serietà, ascolto, competenza, confronto e partecipazione.


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