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Intervento Claudia Servillo - Iniziativa Roma Bella 1 Ottobre 2016

 

Roma, 10-10-2016

Cosa si poteva fare nei primi cento giorni per ambiente e rifiuti

Cento giorni sono pochi per pensare di risolvere i problemi di Roma, ma assolutamente sufficienti per avviare tutte le attività necessarie a far capire dove si vogliono mettere gli accenti e come si vuole lavorare. Non v’è dubbio che la situazione dei rifiuti al momento delle elezioni comunali imponeva interventi immediati per ripulire la città.

Ma i romani hanno bisogno di sentirsi parte di una città che certamente non può essere identificata con un’emergenza rifiuti. Per questo avrei immediatamente dato segnali forti sulla gestione del verde, delle Ville storiche, dei Parchi Regionali che interessano il territorio comunale.

In particolare avrei cercato sin da subito accordi con le Associazioni dei cittadini, soprattutto con quelle di quartiere, per individuare forme di volontariato che potessero aiutare non tanto il Comune nella gestione del verde, quanto a far sentire la gente più partecipe e responsabilizzata in questa gestione. Avrei condiviso poi con gli uffici comunali un programma di manutenzione straordinaria delle Ville storiche, altrettanto avrei fatto con la Regione per gli Enti parco di Roma Natura ed Appia Antica che operano tra non poche difficoltà in situazioni difficili, periferiche ma strettamente legate alla qualità della vita di quadranti importanti della città.

Non mi sarei dimenticata che Roma è una città che si affaccia sul mare, che Ostia è a tutti gli effetti un quartiere di Roma, che esiste un Riserva del Litorale Romano che necessita di un’attenzione speciale essendo una Riserva Statale che comprende anche la Tenuta Presidenziale di Castel Porziano.

Avrei cercato di capire dall’interno su come mettere un punto definitivo ai cosiddetti “punti verde qualità” che ereditiamo da scelte spesso sbagliate ma che hanno spesso lasciato interventi a metà che vanno risolti o completando le opere o ripristinando i luoghi.

Avrei cercato un’intesa operativa con la collega dei trasporti per prevenire i picchi di emissioni di polveri sottili che impongono i blocchi del traffico prevalentemente nei periodi invernali; questo, in assenza d’importanti investimenti sulla mobilità ipotizzabili anche in collegamento con i progetti olimpici, voleva soprattutto dire incentivare e favorire forme di car scharing privato tese a disincentivare l’utilizzo dell’auto con una sola persona a bordo. Non avrebbe avuto certo effetti diretti immediati, ma avrebbe determinato un’azione più rapida ed incisiva per sbloccare, eventualmente anche solo per tratti parziali immediatamente realizzabili, il circuito ciclabile detto GRAB.

Avrei avviato un percorso con l’ex Autorità di Bacino del Tevere oggi subdistretto del Distretto idrografico dell’Appennino Centrale per un programma a medio e lungo termine che potesse migliorare la qualità delle acque del fiume.


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