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Intervento Francesco Tagliente - Roma Bella 1 Ottobre 2016

 

Roma, 10-10-2016

Cosa si poteva fare nei primi cento giorni per la sicurezza

Premessa: Le Istituzioni hanno il dovere di promuovere tutte le iniziative possibili per garantire il diritto alla sicurezza a cittadini, turisti ed operatori economici e a rivolgere particolare attenzione a chi si trova in una condizione di fragilità. Per una saggia politica di prevenzione serve spirito di squadra, coesione fra le Istituzioni e rispetto dei confini delle proprie attribuzioni. …

Se fossi stato chiamato a fare l’Assessore alla sicurezza avrei già fatto portare in giunta per l'approvazione delle delibere e avviato la fase esecutiva dei provvedimenti per

L’istituzione di un “Desk anticorruzione e antimafia” per prevenire le possibili infiltrazioni della criminalità nei vari settori dell’Amministrazione capitolina ma anche in quelli commerciali ed imprenditoriali ritenuti sensibili.

La riorganizzazione della Centrale operativa del Corpo dei Vigili Urbani, in modo da poter monitorare tutte le criticità del territorio e rilanciare l'attività operativa esterna nelle aree critiche.

Il censimento di tutti i sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, che insistono sulle aree pubbliche, mettendo a sistema tutte le informazioni disponibili per aumentare la capacità di controllo e alleggerire il carico di lavoro degli operatori a beneficio della sicurezza generale. Nello stesso tempo promuovere investimenti sulla video-analisi, per agevolare il riconoscimento di veicoli o persone ritenute a rischio per la sicurezza della città.

Il rilancio del partenariato territoriale a livello capitolino e presso i Municipi incontrando le associazioni di categorie a rischio e i rappresentanti dei cittadini, rilanciando anche una “App” idonea ad agevolare le segnalazioni di situazioni di degrado urbano e disagio sociale L’istituzione di un “Servizio di ascolto e sostegno antiusura e antiracket” già sperimentato positivamente a Pisa e il rilancio degli sportelli territoriali per dare un punto di riferimento a quelle categorie sociali che versano in una condizione di sofferenza economica “incolpevole”: commercianti, imprenditori, cittadini colpiti dalla crisi che non possono permettersi di rivolgersi ad un avvocato o ad un commercialista, con il rischio concreto di cadere in mano ad usurai o, ancora peggio, in quelle pericolose situazioni di solitudine e scoraggiamento, che in alcuni casi sfociano in tragedie familiari. Tutti questi soggetti vanno ascoltati, sostenuti, consigliati.


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