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Roberto Giachetti > Politica > articolo

La mia intervista di oggi al Quotidiano Nazionale


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Roma, 12-10-2016
Fonte: QN - Quotidiano Nazionale

ONOREVOLE Giachetti, c' è o non c' è libertà di voto sul referendum nel Pd?

«No. Ma questo per gli esponenti della minoranza è indifferente: è una libertà che si prendono - risponde Roberto Giachetti, vice presidente della Camera, renziano doc -. Quando avevano il timone del partito pretendevano assoluta lealtà, da quando sono andati all' opposizione hanno stabilito la regola che siccome non governano il Pd, fanno come gli pare».

Cosa succede, allora, se voteranno no? Mandate l' esercito per cacciarli?

«Nessuno gli manda l' esercito, ma certo è grave se, come D' Alema, organizzano anche la campagna per il No».

A proposito: Bersani, Speranza e gli altri vogliono davvero restare nel Pd o hanno avviato il tipico gioco del cerino per non fare la figura degli scissionisti?

«È chiaro che non vogliono uscire: sanno benissimo che ottengono di più stando dentro il Pd e attaccando dalla mattina alla sera piuttosto che uscendo fuori. Hanno visto quello che è successo con altri: qualcuno si ricorda di chi è andato via dal partito? Ma lavorare tutto il giorno dentro una comunità per disintegrarla è insopportabile. Io penso che se ritieni che il 99% di quello che la comunità fa è meritevole dei tuoi strali il problema te lo devi porre tu. Anche perché la gente non ne può più di queste liti».

Si poteva evitare di arrivare a questo punto? Se Renzi lunedì in direzione avesse fatto qualche concessione in più, magari le reazioni sarebbero state diverse.

«Questa storia che non abbiamo dato abbastanza è una buffonata. La verità è che ogni occasione è buona per sparare su Renzi».

Vale a dire?

«Stanno cercando un alibi per non votare una riforma costituzionale che hanno votato al Senato. Noi abbiamo cambiato l' Italicum su loro richiesta un' infinità di volte. Abbiamo iniziato con le soglie di sbarramento che dall' 8% abbiamo abbassato fino al 3%. Quindi abbiamo cambiato la soglia per il premio di maggioranza che dal 35% abbiamo alzato al 40%. Poi è arrivato il tema delle preferenze: c' erano i collegi plurinominali, hanno preteso le preferenze per cui ora il 75% dei candidati verrà eletto con quel metodo. Ancora: loro hanno chiesto e ottenuto lo stralcio dell' articolo 2, sull' elezione del Senato. Quindi, hanno voluto che fosse inserito il vaglio preventivo della Consulta sulla legge elettorale che lo stesso presidente della Corte ha detto essere ridicolo. Ora il problema è il ballottaggio: non è chiaro ciò che vogliono, ma è evidente che vogliono fare solo interdizione».

Sostengono che il «combinato disposto» tra Italicum e riforma del Senato genera mostri.

«Questa storia del 'combinato disposto' fa ridere: tanto qualsiasi cosa gli dai non basta. Se Renzi, che lunedì secondo me è stato particolarmente disponibile, assicurasse per domani una nuova proposta loro troverebbero comunque un altro problema».

Il comitato per la legge elettorale è inutile?

«Arrivati a questo punto non capisco a cosa serva. Se ci fosse stata l' intenzione, ci sono state centinaia di occasioni per trovare un punto di caduta comune. La verità è che la minoranza ha deciso di portare l' attacco definitivo al Pd che non è guidato da loro utilizzando la legge elettorale».

Insomma: il 4 dicembre si celebra il congresso del Pd.

«Per loro sembra proprio di sì, purtroppo».

Quale partito ci dobbiamo aspettare il giorno dopo il referendum?

«Non so che cosa succede se vince il No. Se passa il Sì avremo un Pd che potrà meglio rivendicare le cose che sono state fatte, e che inevitabilmente si rafforzerà come capacità di guida di questo Paese e soprattutto di sintonia con il popolo italiano».

Intervista al Quotidiano Nazionale del 12 Ottobre 2016 di Antonella Coppari


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