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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti al Corriere della Sera: io ho perso la brocca. Ma la minoranza mi provoca


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Roma, 20-12-2016
Fonte: Corriere della sera

Giachetti: io ho perso la brocca Ma la minoranza mi provoca

ROMA «Ho sbagliato, mi è partita la frizione. Che devo fare, adesso?».

Dovrebbe scusarsi, Roberto Giachetti. «L' ho fatto pubblicamente. Poi quando incontrerò Roberto Speranza, che è un amico, chiederò scusa anche a lui».

Lei è vicepresidente della Camera e Boldrini l' ha bacchettata per aver detto «faccia da c...» al leader della minoranza. Non le dispiace? «Io sono un essere umano con le sue debolezze e fragilità, posso sbagliare. È stato uno scivolone. È la prima volta che mi capita e mi dispiace».

Non fu lei a gennaio a denunciare l' inquinamento del dibattito pubblico? «Sì. Ho avuto uno scatto d' ira e ho perso la brocca, prova ne sia il fatto che durante la campagna contro la Raggi fui accusato di essere rimasto fin troppo dentro i limiti. Ma adesso, dopo che al posto della parola incriminata ci abbiamo messo "bronzo", qualcuno si vuole occupare del merito della questione?».

Proviamo. Cosa le ha fatto perdere la brocca? «Aver sentito dire da Speranza che il Mattarellum è cosa loro e noi dovremmo adeguarci. Per il Mattarellum io ho fatto due scioperi della fame, mentre lui da capogruppo ha contribuito a bloccarlo. L' ho vissuta come una provocazione, sulla carne viva».

La fase «zen» di Renzi non la convince? «La parolaccia rischia di mettere in ombra il senso della mia critica. Come può stare nel Pd chi annuncia, clamorosamente, che sul governo Gentiloni deciderà provvedimento per provvedimento? È assurdo aver sdoganato e acquisito che chi non è d' accordo fa come vuole, come una forza che dà l' appoggio esterno».

È un «fuori, fuori» il suo? «Non accetto che la minoranza dica a Renzi che fai, ci cacci? Come possono accusarlo di non avere spazio nel Pd, quando sono stati loro a organizzare la campagna contro la riforma costituzionale, da loro stessi votata? Se oggi siamo senza legge elettorale è perché abbiamo modificato l' Italicum accettando i loro diktat. È una provocazione continua, così il Pd non tiene».

Scissione inevitabile? «Io rivendico una politica che abbia l' etica e la moralità di non scaricare sugli altri le proprie scelte. Non sono loro a parlare di deriva autoritaria? Non hanno dato del ducetto a Renzi, con toni peggiori di Grillo e Salvini? Il loro problema non è l' uomo solo al comando, è che vogliono chiunque tranne Matteo».

Il nuovo Renzi in modalità «zen» pensa a una segreteria unitaria. Lei non è d' accordo, vero? «Il segretario è stato votato da due milioni di persone, cosa gli raccontiamo? La verità è che Speranza, Bersani e gli altri restano perché hanno visto che Fassina e Civati fuori dal Pd sono spariti. Ma allora imparino a stare in minoranza. Io ci sono stato e Bersani, anche se ero segretario d' Aula, spesso non mi salutava».

I suoi elettori come l' hanno presa? «Hanno capito che non ho insultato la mia comunità. Anche dopo le immagini di Speranza che brindava e festeggiava con D' Alema ho ricevuto una quantità impressionante di mail contro di loro. Altro che il mio "faccia di c...". Preferisco prendermi la gravità della parolaccia, che essere paragonato a loro».

Renzi vuole votare entro giugno? «In direzione tutti hanno detto che bisogna votare prima possibile, ma c' è da fare la legge elettorale. E conoscendo i tempi parlamentari è improbabile che si vada a votare prima di giugno. Gentiloni? Un governo a termine non esiste».


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