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Commissioni parlamentari, Beppe Grillo invoca diritti che non ha


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Roma, 10-05-2013
Fonte: Italia oggi

A proposito di posti «spettanti» al M5S, «garantiti» per le opposizioni, «di diritto» per i grillini, sarebbe ora che dalla vasta maggioranza arrivassero richiami ai seguaci dell' ex comico. Insomma, bisognerebbe che, di fronte alle pretese gridate e iterate in più sedi, cominciando da quelle istituzionali, qualche voce si levasse a dire come stanno le cose.

A volte alcuni parlamentari di maggioranza s' inalberano, di fronte a sparate eccessive provenienti dagli ultimi arrivati alle camere: l' ha fatto, di recente, un esperto di regolamenti quale Roberto Giachetti, con un passato di radicale e verde cui adesso si è aggiunta la vicepresidenza della camera. Tuttavia succede sovente che le reazioni consistano in superflui commenti verbali, qualche boato e, talora, sparute lezioni di galateo parlamentare (ne pare specialista Rocco Buttiglione, cui non dispiace operare qualche richiamo).

Da giorni, o forse da settimane, i grillini predicano che competono loro determinati posti. Dapprima hanno insistito sugli incarichi di questore: la generosità del Pd, che voleva conquistare le simpatie dei pentastellati sperando nell' appoggio all' ipotetico governo Bersani, ha consentito loro di spuntare una poltrona al senato, e in sovrappiù una vicepresidenza a Montecitorio. Da notare che i parlamentari 5S non hanno mai votato per rappresentanti di altri gruppi, ricevendo invece gli indispensabili apporti dai democratici. Per quanto concerne presidenze, vicepresidenze e segreterie delle commissioni permanenti, non solo non c' è alcuna norma che garantisca loro un posto, ma soltanto la generosità dei parlamentari della vasta maggioranza ha consentito che si accaparrassero quasi ovunque una poltrona di vicepresidente e una di segretario.

Infatti, se avessero voluto, Pd, Pdl e Sc avrebbero potuto ripartire i propri voti in modo tale da spartirsi tutte le poltrone, oppure di far eleggere parlamentari della Lega, di Sel, di Fd'It, di altri gruppi. È noto che pure in questi casi i grillini non hanno accettato intese con le altre minoranze, lasciando a bocca asciutta un' iraconda Sel. Quanto alla presidenza della giunta delle Elezioni a Montecitorio, la maggioranza avrebbe potuto o prenderla per sé o assegnarla a un gruppo di opposizione diverso. Viceversa, ha fatto confluire i propri voti su un grillino, determinandone l' elezione.

Ora il M5S bussa per la presidenza del Copasir e della Vigilanza Rai. In realtà i regolamenti parlamentari non garantiscono quasi mai nemmeno i posti di vicepresidente e di segretario alle opposizioni, perché si limitano a prevedere l' uso del voto limitato. Soltanto negli uffici di presidenza di Camera e Senato occorre che ciascun gruppo sia rappresentato, eventualmente attraverso specifica e riservata elezione suppletiva. Eppoi, c' è la garanzia di legge (caso unico) per la presidenza del Copasir, che va a un esponente delle minoranze. Attenzione, però: per essere eletto, deve ottenere i voti di almeno alcuni parlamentari di maggioranza. Pure in questa fattispecie, non sussiste alcuna garanzia per i pretenziosi seguaci di Beppe Grillo.

L' insistenza, tanto infondata quanto petulante, sulla pretesa spettanza di questo o quell' incarico non determina le rimostranze (che sarebbero doverose) della maggioranza. I partiti della grande coalizione potrebbero, invece, segnalare che chi pretende un posto, al quale non ha di per sé diritto alcuno, dovrebbe almeno accordarsi con gli altri gruppi, per le necessarie intese, dando disponibilità a votare in altri casi anche esponenti estranei alla propria formazione.


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