Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti: "Stupiti dal risultato nei circoli, ora possiamo vincere le primarie"


Scarica l'allegato

Foto articolo
Roma, 31-01-2019
Fonte: La Repubblica

Oggi Repubblica pubblica questa mia intervista con un titolo che riporta un virgolettato del tutto inventato. Non ha mai pronunciato quelle parole, come si può verificare dalla lettura testuale dell’intervista. Al contrario, quel titolo ribalta completamente la risposta rilasciata alla domanda sul ruolo di Renzi nel congresso del Partito Democratico. Quello che trovate qui, invece, rispecchia l'intervista.

«Siamo stupiti dal risultato ottenuto nei circoli e ora credo che con Anna Ascani possiamo vincere le primarie». Roberto Giachetti è gasatissimo.

Giachetti, si aspettava un risultato a due cifre con oltre l’11%?

«Assolutamente no. Non mi aspettavo tanto successo. Siamo partiti all’ultimo momento. Pensavamo di dovere lottare per arrivare al 5% così da entrare nella terna delle primarie. Giorno dopo giorno vedevo muoversi corazzate di parlamentari dem, mentre noi ci siamo battuti a mani nude. Ma lo considero solo l’inizio».

Pensa di sorpassare Martina nei gazebo?

«Punto a vincere su tutti, mica solo su Martina. Non faccio battaglie di testimonianza. Partendo da questo dato tra gli iscritti si apre la possibilità di qualunque risultato alle primarie del 3 marzo. Il voto nei circoli è più organizzato, l’altro più libero: quindi siamo avvantaggiati».

Ma chi le ha tirato la volata in questo primo round congressuale, Renzi stesso, Maria Elena Boschi?

«Renzi è fuori da questa partita. Se si fosse impegnato per noi magari il risultato in Toscana sarebbe stato travolgente. Boschi non si è ancora espressa. Certo, io spero che quelli che sono stati protagonisti di 5 anni di riforme si riconoscano sulla nostra posizione limpida e non su quella di chi dice che dobbiamo buttare tutto (o quasi) a mare. Abbiamo avuto il 20% a Milano, abbiamo vinto in zone dove avrebbe dovuto essere forte Martina, con ottimi risultati nelle Marche, in Emilia Romagna, in Piemonte. Non è frutto della mobilitazione di questo o di quel renziano».

Il suo risultato è arrivato perché c’è ancora voglia di renzismo?

«C’è voglia di una candidatura libera dagli apparati, di chi non si vergogna di rivendicare il lavoro di Renzi e Gentiloni».

Molti renziani che appoggiano Martina sostengono che sommando i consensi del segretario uscente e i suoi, il partito è in continuità con il PdR, il Pd di Renzi. Questa somma si potrà fare?

«No. Da una parte c’è la mia posizione che rivendica quanto è stato fatto negli anni passati, dall’altra c’è la posizione di Zingaretti e di Martina che, sia pure declinata in modo diverso, sostiene che quel periodo vada cancellato. L’altra questione cruciale è quella del rapporto con i 5Stelle. Zingaretti apre ai pentastellati, Martina era il segretario reggente quando stavamo facendo l’accordo con i grillini».

Se vince Zingaretti, lei resterà nel Pd?

«Resto nel Pd se quel partito coincide con i miei valori e le mie idee. Se no, alzo i tacchi e tolgo il disturbo. Non resto dentro a fare la guerra e bombardare la dirigenza. Se Zingaretti fa l’accordo con i 5Stelle e porta dentro D’Alema, abbiamo chiuso il Pd, non è che Giachetti se ne va».

D’Alema, appunto. Ha fatto un endorsement per Zingaretti e lei è partito all’attacco.

«D’Alema ed Emiliano sono i due che in modo più determinante hanno cercato di ammazzare il Pd. D’Alema ha fatto anche una scissione».