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Legge elettorale, dal Pdl stop a Quagliariello e al Pd


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Roma, 16-05-2013
Fonte: Il Sole 24 ore

Prima c' è il classico scontro Pdl versus Pd. Ma non basta perché il tema delle riforme e della legge elettorale riesce già a creare divisioni plurime e trasversali prima ancora che sia cominciata la discussione. C' è il Pdl contro il Pd ma c' è soprattutto il Pdl contro il "suo" ministro Gaetano Quagliariello e poi c' è l' ala prodian-renziana che spinge il Pd sul Mattarellum mentre Dario Franceschini cerca complicate mediazioni prima che il 29, alle Camere, parta la discussione sull' iter delle riforme.

Cioè tra due settimane verranno discusse e votate le proposte su come far funzionare la nuova convenzione che nascerebbe dalla fusione delle due commissioni Affari costituzionali. Ma ieri proprio i due presidenti delle commissioni - Francesco Paolo Sisto per il Pdl e Anna Finocchiaro per il Pd - erano su posizioni diametralmente opposte sulla legge elettorale. Il presidente Sisto pensa che prima bisogna fare le riforme costituzionali e solo alla fine ritoccare il Porcellum; Anna Finocchiaro invece chiede l' abrogazione subito del Porcellum per ripristinare il Mattarellum. Insomma, se nelle intenzioni del Governo dovevano essere le riforme il collante delle larghe intese e la garanzia della durata della legislatura, le premesse dicono l' esatto opposto.

Al momento ci sono due scadenze parlamentari: il 22 il ministro per le Riforme Quagliariello parlerà alle commissioni riunite; il 29 sia la Camera che il Senato cominceranno a discutere «in Aula un atto di indirizzo che probabilmente sarà una mozione, poi vedremo se condivisa della maggioranza», diceva Franceschini. Se accanto all' incertezza dell' iter ci si mette anche l' affiancamento dei "saggi" o esperti (nel numero di ben 25), tutto diventa ancora più farraginoso. Lo diceva ieri la capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera Roberta Lombardi: «Mi pare tutto volutamente complicato, assurdo». Tra gli esperti si fanno i nomi di Stefano Rodotà, Stefano Ceccanti, Niccolò Zanon, Luciano Violante a Marcello Pera. Tentava la mediazione il ministro per i rapporti col Parlamento Franceschini rilanciando la «clausola di salvaguardia» del suo collega di Governo Quagliariello ma il problema è che perfino il Pdl è contro il suo ministro.

Quagliariello aveva parlato di «interventi minimi sul Porcellum qualora si andasse a votare, una clausola di salvaguardia per correggere il premio di maggioranza» ma ieri gli è arrivato lo stop del suo partito. Una batteria di interventi contro a cominciare da Sandro Bondi, Altero Matteoli, Daniele Capezzone: tutti a dire che prima bisogna fare le riforme costituzionali e solo alla fine la legge elettorale altrimenti il rischio è di accorciare la legislatura. Voci che ricalcano ciò che pensa Silvio Berlusconi che - tra l' altro - è autorevole componente della commissione Affari costituzionali al Senato e, di certo, sarà lui a dettare l' agenda al ministro Quagliariello. Non il contrario. E la posizione del Pdl si ritrova nel suo presidente alla commissione Affari costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto: «Credo che la proposta di Quagliariello possa provocare dei rischi, perchè se si comincia subito dalla legge elettorale è lì che si concentreranno le energie nervose dei partiti. Il pericolo è passare un anno a discutere e dividerci per arrivare alle urne subito e distrutti. Meglio cominciare dall' assetto costituzionale».

Uno stop al ministro Quagliariello ma soprattutto una distanza abissale dalla sua collega di commissione al Senato, Anna Finocchiaro, che invece chiede l' abrogazione subito del Porcellum. «Apprezzo la proposta di Quagliariello ma la via maestra è tornare al Mattarellum», diceva in una giornata in cui il pressing del Pd è stato fortissimo. Hanno cominciato il deputato Roberto Giachetti e Arturo Parisi avviando - ieri - una raccolta di firme per la convocazione straordinaria della Camera e il voto di una mozione che impegni ad approvare in tempi rapidissimi il ritorno al Mattarellum. Stessa iniziativa pro-Mattarellum per i senatori "renziani" Andrea Marcucci, Rosa Maria Di Giorgi e Nadia Ginetti che ieri hanno depositato una proposta di legge per abolire il Porcellum. Ma soprattutto ieri sulla riforma elettorale ha parlato il neo segretario Pd, Guglielmo Epifani: «Dobbiamo mettere in sicurezza la legge elettorale nel caso in cui si andasse al voto». Insomma, i diciotto mesi che si era dato Letta per fare le riforme, ieri, sembravano più corti.


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