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Il Pd non ritirerà il ddl anti-M5S Grillo: spariti noi ci sarà violenza


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Roma, 22-05-2013
Fonte: La Sicilia

Grillo infiamma le piazze del suo giro elettorale e tuona contro il tentativo dei partiti di far fuori il M5S. «Se scompariamo noi, ci sarà una espansione di violenza», avverte ancora una volta e si lamenta: «Stiamo tenendo in piedi la democrazia e ci vorrebbero far sparire con una legge». L' indice è puntato ancora contro il Pd: con la sua proposta di consentire la partecipazione elettorale solo ai partiti che abbiano personalità giuridica le sta «tentando tutte per metterci fuori gioco. Hanno fatto una leggina stupenda, fatta da due del Pd, tra cui una signora che è lì da 25 anni con la scorta per andare all' Ikea», ironizza Grillo che ha buon gioco a fare la vittima designata di un provvedimento molto criticato e che i dem smentiscono di voler ritirare.

Una possibilità che sembrava aprirsi dopo un' intervista del capogruppo Pd al Senato, Zanda: «Doveva migliorare l' ordinamento, non punire questo o quel partito. Se questa è l' interpretazione, non ho alcun interesse a mantenere il provvedimento», aveva dichiarato il senatore e Grillo aveva esultato: «Il M5S potrà quindi partecipare e vincere le prossime elezioni».
Così non è stato: il Pd non ritirerà il ddl (già presentato nella scorsa legislatura) Finocchiaro-Zanda anche se, c' è da scommettere, neppure in questa legislatura riuscirà a essere discusso. Ce n' è abbastanza per far tornare Grillo alla carica e approfittarne anche per una nuova polemica con il capo dello Stato. «Su questo non ha detto nulla: però, ha trovato le parole per mandare la polizia giudiziaria a venti ragazzi che si sono permessi di parlare un po' male di lui». 

Il M5S incassa anche il primo, indiretto affossamento della proposta di dichiarare l' ineleggibilità di Berlusconi: «Nessuno ci ha considerato» grida Grillo che prende atto del rinvio e se la prende con Violante che si è detto apertamente contrario. «Certo - commenta Grillo - hanno regalato le tre concessioni tv a Berlusconi; hanno inciuciato per vent'anni e adesso lo fanno alla luce del sole». Poco male, pare dire, perché tanto «il governo durerà fino a settembre-ottobre, quando la Cassazione dovrà dire sì o no al "nano"». A quel punto, si voterà. E qui Grillo alza il tiro: «Abbiamo bisogno di andare al governo, non ce la facciamo più con il 25%».
Per andare al voto, però, tocca cambiare il sistema elettorale: questa «è una delle priorità della legislatura. Non serve farne una nuova, basta tornare al mattarellum e poi lo si perfeziona». Peccato, osserva il deputato del Pd, Giachetti, che «i deputati del M5S non firmano la convocazione straordinaria della Camera» che serve a fare proprio questo: passare subito dal porcellum al mattarellum .

Intanto, dopo i rimborsi, il M5S si occupa ora degli introiti del blog. passa dall' attacco alla difesa e si lamenta: il movimento è «sotto assedio», anche a causa di una «nuova moda mediatica». E cioè, quella che i parlamentari pentastellati chiamano la «caccia ai grillini». Insomma, è colpa dei media se anche Gabanelli, incoronata dai grillini come la loro candidata al Colle, chiede trasparenza sul giro d'affari del sito del M5S. «Il sistema dell' informazione è tutto contro di noi», conferma Grillo che affida al sito la "spiega" sulla situazione contabile del suo blog, campione di contatti ma non d' incassi. Tanto che, afferma, nel 2012 è stata inserita la pubblicità perché rischiava di chiudere. Fino ad allora bilanci erano sempre in rosso e per coprire i buchi interveniva la Casaleggio Associati che «nel 2011 -scrive lo staff di Grillo - ha chiuso in passivo di 57.800 euro con un fatturato di circa 1.400.000 euro»


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