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Legge elettorale, le preferenze non tornano più


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Roma, 23-05-2013
Fonte: Italia oggi

L' intesa sui ritocchi al porcellum è stata raggiunta. Così annunciavano ieri i lanci di agenzia; così si esprimevano i reduci dal vertice. Se poi si vanno a vedere le carte, si direbbe che i rappresentanti del governo e della maggioranza abbiano scritto sull' acqua. Stringi stringi, Silvio Berlusconi può essere soddisfatto: non tornerà in vigore l' odiato mattarellum e non dovrebbero essere reintrodotte le preferenze, sgradite in quel di Arcore perché consentono di acquisire posti a quelli che sono bollati «signori delle tessere» o «padroni dei voti», in barba alla volontà del Cav di nominare chi meglio egli ritenga.

I contenuti della micro riforma elettorale, però, nessuno li ha visti. Se ne parlerà nei prossimi giorni, hanno spiegato alcuni esponenti di maggioranza. Guarda caso, se in molte congiunture i particolari sono decisivi (quante volte si è dovuta attendere la pubblicazione di un decreto-legge sulla Gazzetta Ufficiale per capirne l' esatta portata_), nelle disposizioni elettorali spesso rappresentano tutto.

Un fatto è assodato: per superare la (da tutti affermata) incostituzionalità dell' assenza di una soglia minima per ottenere il robusto premio di maggioranza, sarà fissata l' asticella, verosimilmente al 40%. Dopo di che, bisognerà capire come la prenderanno, tanto per fare un esempio, le centinaia di deputati che hanno già sottoscritto una richiesta di convocazione straordinaria della Camera, proposta da Roberto Giachetti (Pd, vicepresidente di Montecitorio) per «passare subito dal porcellum al mattarellum». Bisognerà capire come la prenderà un' ardente sostenitrice della riesumazione del sistema vigente nelle elezioni del 1994, 1996 e 2001, quale Anna Finocchiaro.

Nel Pd i malumori per le concessioni, vere o supposte, alle richieste (considerate pretese) del Pdl serpeggiano dal giorno del giuramento. La semplice introduzione di una soglia per conquistare il premio di maggioranza potrebbe essere giudicata un cedimento a un Berlusconi tignoso e coerente sostenitore del porcellum. Va, inoltre, considerato che sulla riforma elettorale vera, grande, innovatrice, rinviata a dopo che sarà stata approvata la riscrittura della Carta, lo scetticismo domina.

Consapevolezza estesa, invero non solo fra i democratici, è che le prossime elezioni (in autunno; oppure in coincidenza con le europee della prossima primavera, ipotesi quest' ultima da un po' circolante; o anche più avanti nel tempo) saranno regolate dal porcellum rivisto: rivisto, però, solo con impercettibili ritocchi. I cittadini odiano, più ancora che il meccanismo premiante, le lunghe liste bloccate. Prediligerebbero i collegi uninominali o le preferenze: è verosimile che non avranno né gli uni né gli altri. © Riproduzione riservata.


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Il renziano o l'uomo?

Renzi ha cambiato idea sulle preferenza, e' l'uomo Giachetti o il Renziano Giachetti che ora fa il videoblog alla minoranza del Pd che, incoerentemente a suo tempo era contraria alle preferenze, peccato che fossero contrari, proprio mentre lui faceva lo sciopero per reintrodurle. L'uomo Giachetti è per le preferenze, davanti alla scelta della coerenza tra la renzianità e la propria idea, ha fatto propria l'idea del renziano Giachetti piuttosto che dell'uomo Giachetti. Sempre che mi sbagli, eh.

Inviato da Antome il 02-03-2014alle 21:14
torniamo al mattarellum e poi cambiamo

Il porcellum viene difeso strenuamente dal PDL che non permetterà nessun cambiamento. L'unica caso che si può fare è abolire del tutto questa legge elettorale antidemocratica e far ripartire il processo di definizione di nuove regole dalla legge elettorale precedente.

Inviato da guido campani il 29-05-2013alle 11:02
Meglio Collegi uninominali

E' vero i cittadini vorrebbero la possibilità di scegliere con la propria preferenza chi eleggere, ma mi chiedo inserire le preferenze nel "Porcellum" è una giusta scelta ? Probabilmente ormai sono passati tanti anni da quando era possibile, prima del "Mattarellum", esprimere una o più preferenze ed i cittadini hanno dimenticato le spese faraoniche che sostenevano i candidati alle elezioni nazionali per farsi la propaganda in collegi territoriali enormi. Ma abbiamo l'idea di quanto costerebbe per un qualsiasi candidato potere affrontare una campagna elettorale che, per esempio, in sicilia interessa l'intera regione per il senato o mezza regione per la camera, nella sicilia occidendate bisognerebbe farsi conoscere su un territorio che va da Caltanissetta a Trapani. Se ci fossero le preferenze ogni candidato deve fare parte di piccoli o grandi accordi per potere rivolgersi ai "ras" locali per avere i consensi. Una legge peggiore del "Porcellum" è appunto il "Porcellum con le preferenze". Le preferenze potrebbero avere un senso in un Collegio con più candidati solo se venissero riformati territorialmente i collegi con base molto ristretta di tipo provinciale con 2/3 candidati per collegio. Pertanto mettiamo il cuore in pace il "Porcellum" non è riformabile con le preferenze, deve essere assolutamente superato possibilmente con una legge che abbia il perno sul Colleggio UNINOMINALE, dove il rapporto tra candidato e elettori è diretto e personale, dove ogni candidato viene eletto da un territorio preciso e a quel territorio risponde per quello che fa durante il suo mandato elettorale.

Inviato da angelo Iacona il 25-05-2013alle 13:19