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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti (Pd): "Il governo non giochi all' impiccato Così rischia grosso"


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Roma, 24-05-2013

Giachetti, nel Pd quasi tutti sono contrari al maquillage del porcellum. Hanno forzato la mano Letta e Franceschini? 
«Lascerei fuori Letta. Sembra che Franceschini e Quagliariello abbiano trovato una quadratura che non tiene conto della realtà dei fatti. Il lifting del porcellum non è praticabile, perché se sulla legge elettorale si devono trovare maggioranze larghe, certo il "maialinum" otterrebbe solo una minoranza di consensi in Parlamento».

Insomma, da una clausola di salvaguardia, questo ritocco può trasformarsi in una mina per l' esecutivo?
«Sì, c' è il rischio di giocare all' impiccato: è già anomalo che il governo si occupi di queste cose, si è impegnato per una riforma istituzionale strutturale: costituzionale ed elettorale. Si fermi qui, su questa richiesta ha ottenuto la fiducia, ma il resto lo decida liberamente il Parlamento e non è il caso di produrre su questa materia interventi legislativi dell' esecutivo. In altre parole, per la subordinata del porcellum, non ci deve essere una proposta di merito del governo».

Perché? Se al momento del voto, sul mattarellum si formasse una maggioranza diversa da quella che sostiene il governo cosa succederebbe?
«Non vedo perché il governo debba andare a cercarsi guai, perché è molto probabile che per il maquillage al porcellum sarebbe schierata solo una piccola parte dei parlamentari. Mentre sul ritorno al Mattarellum, oltre ad un milione e duecentomila persone che hanno sottoscritto il referendum, particolare non irrilevante, sono sicuro si otterrebbe una maggioranza assoluta. Basta prendere le dichiarazioni ufficiali: 5Stelle, Lega, Sel e la gran parte del Pd sono su questa linea. La mia proposta per una seduta straordinaria della Camera sul ritorno al mattarellum ha raccolto 80 firme e tra queste anche quelle di alcuni deputati di Scelta Civica. Quindi il fronte si allarga ogni giorno...»

Il sospetto è che un sistema trasformato in un proporzionale puro resti in vigore per benedire le larghe intese anche la prossima volta?
«Sì, più che un sospetto è una sciagura da evitare. Un conto è una contingenza e un' emergenza, altro conto è abolire il bipolarismo».

Insomma, voi temete che a rischio sia la stessa esistenza del Pd?
«Prima ancora è a rischio la credibilità della politica. Certo, possiamo far digerire ai nostri elettori una scelta eccezionale, ma non un matrimonio perpetuo con i nostri avversari politici. Anche se ora è entrata in campo una terza forza politica, la destra non può essere il nostro compagno di viaggio per tutta la vita. La democrazia ne soffrirebbe parecchio e la stessa esistenza di un partito di centrosinistra sarebbe pregiudicata».


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Il RITORNO DEL MATTARELLUM

Sembra di capire che il ritorno al "mattarellum" tal quale sia il non "plus ultra".Intanto parliamo solo della Camera, perché tutti i partiti,in campagna elettorale avevano promesso la trasformazione del Senato nella Camera delle Autonomie alla quale dovebbero partecipare membri dei consigli regionali ed aree metropolitane. Purtroppo letteralmente sparita dall'agenda. Perchè non si comincia a depennare la parola Senato dalla Costituzione? Ora si vuole tornare ad una legge con tanti difetti. A mio giudizio bisognerebbe eliminare la parte proporzionale che ha dato origine attraverso le liste civetta ad autentici furti di seggi: nessuno ricorda che Berlsconi con l'Abolizione dello Scorporo sottrasse al centro sinistra circa 20 seggi. Inoltre il Mattarellum non garantisce la rappresentanza omogenea dei deputati sul territorio. Basti fare un atto di umiltà andando a consultare i risultati del 2001, il 61 a zero in Sicilia e risultati analaoghi in Lombardia e Piemonte. Autentica follia. Poi adottiamo i 475 dell'uninominale? Allora bisogna modificare anche il numero dei deputati in Costituzione. Se poi volete mantenere la parte proporzionale prendetevi quello che ne consegue. Poi il mattarellum presenta un altro grave difetto: se a stravincere fosse una forza con oltre i due terzi dei seggi e che quindi potrebbe a suo piacimento modificare la Costituzione che ne direste? Quindi occorre fissare un tetto max di seggi per il vincitore attorno al 55% ed un premio alla coalizione vincente che non raggiungesse tale percentuale. Perchè se vogliamo superare le larghe intese qualche premio bisogna pur darlo.Molto più semplice è invece agire sul porcellum.Si può adottare un sisteme molto simili alla legge comunale. Doppio turno su base nazionale e lì non si scappa un vincitore ci sarà sicuramente. Questa legge modificata garantisce la rappresentatività su tutto il territorio ed eviterà per sempre governi di larghe intese. Naturalmente non trascurerei le preferenze che dovrebbero essere due e di genere. Ma è valsa la pena scrivere tutto questo, quanti saranno disposti a leggerle? Probabilmente Nessuno! Stanno pensando alla Consulta che non potrà emettere nessuna sentenza ed alla clausa che non si tornerà a votare con il porcellun. Tutte cose che non valgono nulla.

Inviato da vincenzo il 24-05-2013alle 06:57
Il Mattarellum non risolve tutti i problemi

On.le Giachetti, concordo su quanto sostenuto sulle modifiche al Porcellum. Sostanzialmente non cambierebbe nulla, con il paradosso che l'unica correzione auspicabile (quella relativa alla scellerata soglia per accedere al premio di maggioranza), comporterebbe effetti nefasti perché renderebbe necessarie chissà per quanto tempo ancora le grandi intese. Addio bipolarismo, quindi. Tuttavia, mi chiedo perché lei ed altri autorevoli parlamentari concentriate le vostre energie sul ritorno al Mattarellum, anziché impegnarvi nell'elaborazione di una buona legge elettorale. L'uninominale a turno unico, seppur sicuramente meglio del Porcellum, non risolve i problemi. Abbiamo già visto e sperimentato che il maggioritario ad un turno inserito su un sistema pluripartitico rischia di favorire la frammentazione. Dall'altro lato, incentiverebbe coalizione talmente disomogenee (per arrivare primi non si guarda il pelo nell'uovo), come l'Unione del 2006, da non garantire alcuna governabilità, oltre a creare un sistema di ricatti dei piccoli pariti (necessari per vincere) sui più grandi. Perché non provare con il doppio turno? A me sembra il sistema elettorale più adatto per favorire la semplificazione, la scelta effettiva da parte degli elettori, e la governabilità.

Inviato da antonio zurlo il 24-05-2013alle 05:44