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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Primo: abbattere il Porcellum


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Roma, 05-06-2013

Il dibattito sull’avvio del percorso di una fase di riforme costituzionali necessarie ed auspicate da oltre vent’anni in Italia pone alcune questioni cruciali per la credibilità dell’intera classe politica e anche per il ruolo che il mio partito intende svolgere in questa delicata partita.

Tanto per sgombrare subito il campo dagli equivoci chi mi conosce sa bene quale sia la mia posizione a proposito della necessità di aprire una stagione di netta trasformazione della forma dello Stato, e nello specifico di imboccare la strada per l’adozione di un sistema semipresidenziale corredato da una legge elettorale con doppio turno alla francese. Nel corso dei mesi in cui, in Commissione al Senato, imperversava una ridda di dichiarazioni uguali e contrarie sui modi di “migliorare” la legge vigente, di fronte alla provocazione di un emendamento del Pdl che proponeva di cambiare il sistema in senso semipresidenziale, essendo inoltre cofirmatario (e con me molti colleghi del Pd) di una proposta di legge in tale direzione, mi permisi di suggerire al mio partito di vestire la maschera del giocatore di poker andando, come si dice, a “vedere le carte”.

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