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Sentenza Cucchi - Esplode la rabbia nell'aula bunker «Assassini, siete tutti complici»


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Roma, 06-06-2013
Fonte: Il Mattino

Al termine della lettura della sentenza, nell' aula bunker di Rebibbia esplode la protesta popolare. Il pubblico si agita nervosamente e urla «assassini». La gente viene tenuta a stento dalla polizia. «Scandaloso, questa non è giustizia». La tensione è altissima. Che in giornata è alimentata da una nota diffusa dal senatore Pdl Carlo Giovanardi, secondo il quale «il tempo è stato galantuomo e ha fatto giustizia di pregiudiziali ideologiche, enfatizzate dai media, che attribuivano responsabilità agli agenti di custodia per un pestaggio mai avvenuto. Purtroppo, le problematiche del povero Stefano Cucchi avrebbero dovuto trovare maggiore attenzione da parte di chi era tenuto a contrastare la sua presunta volontà di non volersi nè nutrire nè curare».

Le reazioni sono state immediate. «In questo momento non commentiamo o critichiamo le sentenze della magistratura, anche perchè si tratta del primo grado di giudizio. Il caso Cucchi ha scosso e colpito tutte le coscienze civili. Per questo siamo vicini ai suoi famigliari e a coloro che si sono battuti per la verità e giustizia e per questo parole come quelle del senatore Giovanardi sono del tutto fuori luogo e poco rispettose del dolore della famiglia di Stefano», ha detto Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia di Montecitorio.

Poi, Roberto Giachetti: «Come sempre, cerco di evitare di commentare le sentenze anche quelle che, come questa, mi lasciano sconcertato. Ma in questo momento mi sento solo di esprimere tutta la mia vicinanza ad Ilaria e alla famiglia di Stefano Cucchi», ha detto il vicepresidente della Camera. Più duro, Antonio Ingroia: «Uno Stato che non è in grado di processare se stesso e di fare giustizia, non è un vero Stato di diritto», secondo il presidente di Azione Civile. E il coordinamento nazionale di Azione Civile ha espresso piena solidarietà ai familiari di Cucchi «per la scandalosa sentenza che ha assolto gli agenti della polizia penitenziaria accusati di aver picchiato Stefano in carcere e gli infermieri».

Anche i radicali non ci stanno. «La verità processuale di norma non coincide con la verità storica, mai però come in questo caso. Ha ragione Ilaria Cucchi, Stefano non è morto di fame e di sete ma di ingiustizia», ha sottolineato il segretario dei Radicali Italiani, Mario Staderini. «Purtroppo anche stavolta la giustizia italiana ha dato prova della sua iniquità, e la sentenza è una vergogna», è il giudizio dell' associazione il Detenuto Ignoto. «Un' altra pagina nera per la storia di questo Paese: giustizia non è stata fatta. Andavano condannati tutti gli imputati, non solo i medici. Siamo vicini alla famiglia e agli amici di Stefano Cucchi, esprimiamo tutta la nostra solidarietà e non li lasceremo soli», ha detto Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista.


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