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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti sui magistrati con "una vita fuori ruolo. Fatta la norma, trovato l'inganno"


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Roma, 06-06-2013

Se nella scorsa legislatura il Ministro Paola Severino ed i senatori-magistrati bipartisan non si fossero adoperati a smontare la norma sui magistrati fuori ruolo, approvata in prima lettura alla Camera, oggi la questione che sto per esporvi non sarebbe stata possibile. Infatti quella norma era chiarissima e non si prestava a nessuna possibile interpretazione o aggiramento che consentisse di violare così palesemente la legge. (...)

Ma comunque una norma è stata approvata, è legge dello Stato e per quanto molto più confusa e ricca di eccezioni è la legge attualmente in vigore ed a questa dobbiamo riferirci. Ed allora riferendomi alla legge in vigore affermo che la nomina dei magistrati Domenico Carcano e Renato Finocchi Ghersi, rispettivamente a Capo dell’Ufficio Legislativo e Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia è in palese e manifesta violazione degli articoli 66, 68 e 72 del decreto legge anticorruzione approvato nell’ottobre 2012 dal Parlamento. (...)

C’è ben poco da interpretare. La volontà del legislatore è chiaramente quella di fare ordine su tutti gli incarichi che a vario titolo sottraggono il magistrato alle sue funzioni naturali. Ed infatti nella discussione avvenuta in Commissione oltre che in Aula più volte è emersa la necessità di regolare quegli incarichi che pur non formalmente riconoscibili nel “fuori ruolo” lo erano di fatto, come ad esempio la messa in aspettativa senza assegni. Tanto è stata chiara la volontà del legislatore che questi inserisce nella norma l’obbligo per tutti gli altri incarichi di contestuale messa in fuori ruolo per tutta la durata dell’incarico, spingendosi addirittura a prevedere che “gli incarichi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge cessano di diritto se nei 180 giorni successivi non viene adottato il provvedimento di collocamento in posizione di fuori ruolo”.

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