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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Quello che sulla Legge Elettorale non si ha il coraggio di dire


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Roma, 10-06-2013

Questo fine settimana ci ha “regalato” un’altra memorabile pagina di quello che è la politica in Italia di questi tempi. In particolare stigmatizzo le parole del Presidente Enrico Letta intervistato da Ezio Mauro nel corso della manifestazione 'La Repubblica delle Idee': «Sarebbe stato meglio mettere in sicurezza subito la legge elettorale. Ma lo dico con franchezza: su questo punto non c'e' accordo», e ancora: «personalmente penso che il Mattarellum sarebbe meglio ed e' un punto su cui conviene buona parte del Pd. Ma purtroppo non c'e' intesa con le altre forze politiche. Per ora il governo non ha intenzione di intervenire nella materia della riforma elettorale perché si tratta di una questione che riguarda le forze politiche ed il Parlamento».

Ma purtroppo le cose non stanno così. Il 29 maggio quando si è trattato di lasciare alle forze politiche ed al Parlamento di decidere liberamente sulla “norma di salvaguardia”, cioè non sulla legge elettorale definitiva che dovrebbe arrivare dopo il varo delle riforme costituzionali ma su quella che avrebbe avuto il compito di dare conseguenza pratica alla frase da tutti detta «mai più al voto col Porcellum», il Governo ed il Presidente del Consiglio direttamente - al contrario di quanto oggi sostiene Letta - si sono ben guardati dal lasciare libere le forze politiche ed il Parlamento di decidere sulla questione. Anzi, hanno posto una sostanziale “questione di fiducia” per far bocciare la mozione di 100 deputati che impegnava la camera ad esaminare in tempi rapidi le proposte di legge per il ritorno al Mattarellum.

Ma c’è di più, e non si può tacere questo di più. Quella decisione, che si è voluta far passare come una mediazione all’interno delle forze di maggioranza, ha sancito da un lato la piena soddisfazione di quanto voluto dal PDL, cioè che non vi fosse alcuna immediata modifica al Porcellum, e dall’altro il tradimento di quanto proclamato per mesi, settimane e giorni da tutti gli esponenti del PD, Letta in testa: la volontà di “mettere in sicurezza” la legge elettorale per garantire che non si vada più a votare col Porcellum qualora il cammino delle riforme costituzionali non trovi luce o nel caso che questo Governo vada in crisi e si ritorni a votare.

Al di là delle buone intenzioni e delle chiacchiere la realtà oggi è una sola: il PDL ha ottenuto quello che voleva, e cioè che se si tornerà a votare prima del compimento delle riforme istituzionali lo si farà con l’attuale legge elettorale. Il resto fa parte delle buone intenzioni o delle chiacchiere che, a ben vedere, al dunque danno il medesimo risultato.


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Amministrative (giugno 2013) , il PD e il Porcellum che sopravvive

Alla luce delle recenti elezioni – il PD dovrebbe prendere atto che il sistema uninominale non solo è quello più etico (ne sono sinceramente convinto) ma è anche quello che potrebbe consentirgli di affondare il centro destra Le recenti amministrative (giugno 2013) marcano un segnale d’allarme per la sopravvivenza di SB . E non solo politica ma pure economica . Mi spiego . La potenza di un uomo politico , in Italia più che altrove , si misura in termini di capacità di foraggiare CLIENTES – i quali poi si ergeranno come massa d’urto a salvaguardia degli interessi (politici e affaristici) dell’uomo politico-patrono Il fatto che Berlusconi vinca o arrivi secondo di misura quando si spende in prima persona , allora , non è più sufficiente (no Silvio no party titolava il Geniale martedì 11-giu-2013 all’indomani della debacle)! O meglio sarebbe sufficiente ad una condizione : che rimanga il sistema elettorale quale lo abbiamo dal 2006 – il famigerato Porcellum . Nel Porcellum i parlamentari eletti non sono eletti : sono nominati , sono inseriti a tavolino nel listino elettorale . Una riforma che ripristinasse l’antico sistema uninominale avrebbe allora un significato tombale per SB ... come per qualsiasi politico che fondi il proprio potere sulla capacità di miracolare politici-cortigiani dediti , in cambio dell’investitura elettiva (v. alla voce “neo-feudalesimo Italico” …), dediti , dicevo , a votare e ingoiare qualsiasi minestra legislativa il Capo decida di somministrare al “parlamento dei nominati” , anche la più disgustosa (come è già successo : ricordate la Cirielli , la Salvaladri , il Falso in bilancio , etc.) Quindi , avendo ormai appurato che il potere Berluscista è ormai naufragato in tutta la Periferia (intendendo per Periferia le amministrazioni locali , quindi anche e soprattutto Roma) – resta da blindare l’ultima trincea , la “ridotta” del Parlamento Tuttavia c’è un problemino : il Porcellum è ormai talmente screditato che una difesa a lancia in resta dello stesso , non porterebbe molta simpatia nella pur lobotomizzata pubblica opinione Italiota . Capite allora perché ogni volta che si tenta di riformare la Legge Elettorale .. “LE PRIORITA’ SONO BEN ALTRE” : il lavoro , le pensioni , la gnocca e tutta la paccottaglia dei luoghi comuni che la casta utilizza per far credere alla cittadinanza di essere dedita alla risoluzione dei loro sacrosanti problemi quotidiani www.cantonenordovest.wordpress.com

Inviato da Massimo Valentini il 15-06-2013alle 08:02