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Sistema di voto. La soddisfazione di Letta: basta Porcellum Procedura d' urgenza per la legge elettorale


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Roma, 01-08-2013
Fonte: Il Sole 24 ore

In una giornata affatto ordinaria ma segnata dall' attesa per la sentenza su Silvio Berlusconi - e annesse conseguenze sul Governo - c' è un altro indizio che spinge verso il voto anticipato. È la decisione - che pochi si aspettavano - di dare un colpo di acceleratore sulla riforma della legge elettorale. Da tempo Enrico Letta (che ieri ha scritto un tweet di approvazione: io sono No Porcellum) e il ministro Quagliariello facevano pressioni sul Parlamento affinché fosse calendarizzata la revisione del Porcellum ma - guarda caso - proprio ieri questo sprint c' è stato. È passata infatti la richiesta di procedura d' urgenza fatta dal capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, con il voto unanime degli altri presidenti dei gruppi che hanno così scritto il calendario dei lavori: la riforma approderà a settembre alla Camera e sarà votata entro i primi di ottobre.

Insomma, sotto impulso del Governo e dei Democratici la correzione del Porcellum è stata messa sulla corsia d' emergenza spinta dall' incertezza di ciò che accadrà oggi se la sentenza dovesse essere sfavorevole a Berlusconi. Si teme, quindi, che possa precipitare il quadro politico e ci si prepara al voto con nuove regole, proprio come chiede Giorgio Napolitano. È noto infatti che il capo dello Stato non scioglierebbe mai le Camere di fronte a quelle stesse regole elettorali del Porcellum che hanno portato all' impasse di febbraio e poi al governo delle larghe intese. L' operazione sembra sia partita proprio dal Governo che - conoscendo i timori e le preoccupazioni del Colle - si è messo al riparo dalle possibili «iper-reazioni del Pdl», come le chiama Matteo Orfini delineando lo scenario di una condanna per il Cavaliere e della rottura della maggioranza.

«Ottima procedura d' urgenza decisa alla Camera per la legge elettorale. Ora ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità. Io sono No Porcellum»: questo scriveva Enrico Letta su twitter mentre dalle parti del Pdl l' entusiasmo non si percepiva così netto. Anzi. «Se si avvia un percorso rapido verso una nuova legge elettorale vuol dire una mancanza di fiducia nell' investimento delle riforme», ha commentato il presidente Pdl della commissione Affari Costituzionali della Camera Francesco Paolo Sisto del Pdl, posizionando il centro-destra ancora sulla linea del Porcellum. Più malizioso Fabrizio Cicchitto che ha fatto notare la coincidenza temporale della vigilia della sentenza su Berlusconi con la procedura d' urgenza chiesta dal Pd sulla riforma della legge elettorale. «Il fatto che il Pd chieda la procedura d' urgenza per l' approvazione di una nuova legge vuol dire che ha una gran fretta a fronte dell' ipotesi che il Governo duri i famosi 18 mesi. Poi - aggiunge Cicchitto - la scelta del giorno per avanzare questa richiesta apre ulteriori interrogativi».

Intanto la stessa richiesta di procedura d' urgenza è partita anche al Senato da senatori del Pd e di Sel. «Depositeremo nelle prossime ore la richiesta al presidente Grasso», hanno annunciato i parlamentari. A esultare è Roberto Giachetti, deputato Pd che ha raccolto le firme per la procedura d' urgenza e punta sul Mattarellum: «È un importantissimo risultato che fino a ieri sembrava impossibile». Ma "contro" la sua proposta di tornare al Mattarellum si sono subito coalizzati altri deputati del Pd - capofila Giovanni Burtone ma anche Beppe Fioroni - per il ritorno delle preferenze e con la preferenza di genere.

Ma quella sulla legge elettorale non è l' unica accelerazione decisa dai capigruppo di Montecitorio, che hanno confermato la discussione del Ddl riforme in Aula già oggi. La commissione Affari costituzionali ha dato il via libera nella serata di ieri con il voto contrario di M5S e Sel. Il dibattito durerà 12 ore e il voto non arriverà prima di settembre, come da accordi raggiunti la scorsa settimana per interrompere l' ostruzionismo dei deputati 5 Stelle che ieri hanno ritirato tutti gli emendamenti per evitare uno slittamento del dibattito sul l' abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che sarà in Aula già il 2 agosto.


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