Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Riforma elettorale, c' è una data: ottobre


Scarica la pagina del quotidiano

Foto articolo
Roma, 01-08-2013
Fonte: L'Unità

Via libera alla procedura d' urgenza per la nuova legge elettorale. Ieri pomeriggio la conferenza dei capigruppo della Camera, all' unanimità, ha deciso di dimezzare i tempi di discussione della riforma che arriverà nell' Aula di Montecitorio a settembre, con l' impegno per un voto di ottobre. Una accelerazione che porta la firma del vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, renziano, che aveva raccolto una quarantina di firme per chiedere l' accelerazione. «È un primo importantissimo risultato che fino a ieri sembrava impossibile», spiega. «Resto convinto che, in attesa della conclusione del percorso delle riforme costituzionali a cui dovrà essere legata la nuova e definitiva legge elettorale, il ritorno al Mattarellum sia la soluzione migliore e più rapida per il varo della legge elettorale "ponte"». Nel Pd questa opzione resta minoritaria. Ieri un gruppo di deputati di aree popolare vicini a Fioroni ha annunciato un' altra propostadi modifica che prevede di introdurre le preferenze in un impianto proporzionale. Un terzo gruppo vicino a Rosy Bindi ha a sua volta proposto un' altra soluzione: «Non basta nè il ritorno al Mattarellum nè introdurre le preferenze», spiega Michele Nicoletti, «occorre assicurare una chiara maggioranza su cui fondare una governabilità non coatta ma rispettosa della scelta dei cittadini elettori». La proposta prevede una soglia al 40% per il premio di maggioranza, la doppia preferenza di genere, circoscrizioni su base provinciale e, soprattutto, il doppio turno per le prime due coalizioni «per garantire comunque una maggioranza solida in Parlamento». Soddisfatto il premier Enrico Letta:«Ottima la procedura d' urgenza. Ora ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità. Io sono "No Porcellum"». Della stessa opinione anche il ministro Franceschini, ma nel Pdl (che pure ha detto sì alla decisione) non mancano i malumori. Cicchitto parla di una scelta «sospetta» da parte del Pd. «Vuol dire che hanno una gran fretta, a fronte dell' ipotesi, fin ora affermata, che il governo Letta duri i famosi 18 mesi...». Ancora più perplesso il presidente della commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto: «Se si avvia un percorso rapido verso una nuova legge elettorale, questo composta una grande "mozione di sfiducia" al percorso delle riforme che ne risulta clamorosamente svuotato». Anche in Senato alcuni eletti di Pd e Sel hanno chiesto al presidente Grasso di avviare una procedura d' urgenza. E tuttavia, il cammino della riforma sarà denso di ostacoli. Mentre sembra in discesa la strada per il ddl del governo sull' abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, che andrà in Aula alla Camera domani, con l' accordo per votare entro la fine della settimana prossima. Ieri la capigruppo di Montecitorio ha predisposto il calendario fino al 9 agosto: oggi toccherà alla discussione generale sul ddl costituzionale, domani al decreto svuota -carceri, la cui approvazione è prevista lunedì 5 agosto, quando inizieranno anche le discussioni generali sui ddl omofobia e diffamazione. Il 6 agosto sarà approvato in via definitiva il dl Lavoro, mentre il giorno successivo sarà dedicato al dl Fare, anch' esso «di ritorno» dal Senato. Tra l' 8 e il 9 agosto è quindi atteso il voto su omofobia, diffamazione e finanziamenti ai partiti. Sullo stop ai soldi per i partiti si va verso un accordo nella maggioranza. Uno dei punti di intesa, discussi ieri dai relatori Fiano e Gelmini, riguarda il tetto per le donazioni delle persone giuridiche ai partiti. Fonti parlamentari non escludono che sul decreto svuota carceri il governo ponga la fiducia, considerato l' ostruzionismo di Movimento 5 stelle e Lega. Nonostante il via libera al calendario, i provvedimenti sui partiti e soprattutto sull' omofobia non avranno un percorso facile. Paola Binetti, dell' Udc, sta lavorando a un emendamento sull' omofobia che punta a salvaguardare le opinioni contro le unioni omosessuali e che potrebbe raccogliere consensi trasversali. «Così come è scritta oggi, la legge potrebbe diventare un problema perla libertà di espressione». Per Binetti tutto gira intorno alla definizione di «discriminazione». «Non può essere una discriminazione difendere il matrimonio tra uomo e donna così come riconosciuto nella Costituzione e nemmeno sostenere che non sia utile né conveniente consentire alle coppie omosessuali di adottare un bambino». Sulla stessa linea anche i deputati Pd Ernesto Preziosi e Edoardo Patriarca.


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta