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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti «le riforme vanno fatte per la gente, non importa se giovano al Cavaliere»


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Foto articolo
Roma, 08-08-2013
Fonte: Il Resto del Carlino

E ALLORA, onorevole Giachetti, è sulla giustizia che si infrangeranno le larghe intese?
«Il tema della giustizia ha paralizzato per lungo tempo anche la nostra attività. Visto che il portabandiera della riforma era Berlusconi, quando è stato al governo il centrosinistra non ci ha messo mano. Non mi meraviglia che oggi possa diventare un tema esplosivo».

Dopo la condanna, il Pdl reclama una sorta di salvacondotto per Berlusconi. Lei ora è un parlamentare Pd ma è anche un ex radicale e un noto garantista. Ha proposte da fare? E d' accordo a riformare la giustizia?
«Il mio problema non è Berlusconi. Io voglio riforme per la gente comune. Ho firmato i 5 referendum radicali perché sono da sempre convintissimo che i temi della responsabilità civile, della separazione delle carriere, della custodia cautelare, della sburocratizzazione della giustizia amministrativa e civile, vadano affrontati».

Da vice presidente Pd della Camera, ha firmato ciò che piace molto anche al Pdl...
«Il Pdl, che ha governato per 10 anni, ha sempre minacciato queste riforme, ma ogni volta che si è occupato di giustizia ha affrontato esclusivamente i problemi che riguardano il perimetro dei piedi di Berlusconi. Nonostante le maggioranze blindate che ha avuto, non si è mai curato del problema della giustizia per tutti. Alfano, da ministro della Giustizia aveva annunciato una riforma epocale. Che fine ha fatto?».

Realisticamente potrebbe arrivare ora con il concorso del Pd?
«Siamo allo stesso punto della legge elettorale su cui a parole sono tutti d' accordo. Non c' è mai un momento buono per farlo. Questo è un Paese bloccato che non si riforma in nulla. Non possiamo più permettercelo»

È pensabile che il Pd possa votare l' amnistia?
«Io sono a favore, ma intendo capovolgere il ragionamento. Non voglio riforme per risolvere i guai di Berlusconi. Voglio riforme per il bene del mio Paese. Se poi dentro queste riforme c' è qualcosa che casca a favore di Berlusconi non mi interessa. L'amnistia depotenzia la pressione carceraria ed elimina pile di milioni di fascicoli su cui i giudizi penali arrivano dopo 15 anni. Il problema della giustizia è sotto gli occhi di tutti e prescinde da Berlusconi».

D' Alema dice che la riforma della giustizia non rientra nel programma di governo.
«Nel Pd c' è chi, come me, ha firmato i referendum radicali e lo stesso capogruppo, Speranza non è né irrigidito né chiuso. Il fatto è che ogni volta che si pone il problema, si scatenano le fazioni pro e contro Berlusconi».

Come se ne esce?
«Spero cresca una nuova classe dirigente in grado di superare i limiti dell' attuale
».

Il Pdl se la prende con Epifani, che chiede un passo indietro di Berlusconi e invoca agibilità politica per il Cavaliere...
«Ha avuto una condanna definitiva. Avrà l' agibilità politica di tutti coloro che, come lui, sono stati condannati a 4 anni per frode fiscale. Per il Pdl è lecito che Berlusconi possa non essere perseguito per quello che fa mentre, come accadrebbe in ogni altro Paese normale, dovrebbe essere il suo partito a chiedergli un passo indietro».


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