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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Battiamo un colpo: proponiamo il doppio turno


Roma, 27-08-2013
Fonte: Europa Quotidiano


Con motivazioni e con accenti diversi Movimento 5 Stelle, Lega e Pdl (da ultimo Brunetta che già fa il conto dei deputati in caso di elezioni prossime con il Porcellum) hanno fatto capire in modo esplicito che a loro sta bene andare a votare subito con l’attuale legge elettorale.


 


Inutile ricordare che solo tre mesi fa il Movimento 5 Stelle non è che si era solo dichiarato a favore del ritorno al Mattarellum, aveva votato per questa soluzione insieme a Sel e che se il Pd non avesse deciso di votare contro, con questo stesso schieramento oltre che alla camera anche al senato vi sarebbero stati ampi numeri per un voto che oggi ci avrebbe messo al riparo da quella che, senza un sussulto di dignità, appare praticamente una certezza: si tornerà a votare con il Porcellum. Che sia così com’è, o appena ritoccato (peggiorato diciamo), poco importa. Ma si sa a suo tempo quell’iniziativa trasversale di oltre 100 deputati fu considerata «intempestiva» e «prepotente».


 


Andiamo oltre. Parliamo di oggi. Alla luce delle prese di posizioni esplicite di tutti i maggiori partiti, è lecito tornare a chiedere ai vertici del Partito democratico di assumere anche noi una decisione formale. Cioè è lecito e urgente che il Pd deliberi una propria proposta sulla legge elettorale di salvaguardia? È noto che molti parlamentari all’interno del Pd sono favorevoli al ritorno al Mattarellum, non certo perché rappresenti la soluzione ideale ma perché avrebbe il pregio di un iter parlamentare spedito in quanto si dovrebbe semplicemente ripristinare un sistema già sperimentato ed applicato e al contempo soddisferebbe quella esigenza che tutti dichiarano primaria di consentire all’elettore di scegliere il proprio eletto.


 


Ma purtroppo pare proprio che, nonostante tante anche autorevoli dichiarazioni a favore di questa scelta (per primo l’attuale presidente del consiglio che lo disse esplicitamente anche nelle sue dichiarazioni programmatiche in occasione del voto di fiducia), nel Pd questa strada non si voglia prendere. Andiamo ancora oltre. Preso atto di questo il problema resta: cosa vuole fare il Pd? Restare a guardare? Subire la linea crescente di coloro che vogliono tenersi questa legge magari dicendo (come facemmo noi in campagna elettorale) che nella prossima legislatura saranno loro a cambiare questa legge?


 


O forse non è giunto il momento che su questo tema noi si esca dalla posizione di galleggiamento e si assuma una forte iniziativa politica e parlamentare che tenga anche conto dei numeri che abbiamo alla camera e che imponga a tutti, ma davvero a tutti di assumersi le proprie responsabilità?


 


Come noto sul ritorno al Mattarellum alla camera ci sarebbero ampi numeri, non ci piace? Bene, allora il Pd porti all’approvazione dell’aula la propria proposta, deliberata formalmente dall’Assemblea nazionale: il doppio turno di collegio alla francese, sulla quale oltre ai deputati Pd è sicuro vi siano molte adesioni trasversali, la si approvi e poi la si mandi al senato (dove i numeri sono diversi) e si veda alla luce del sole se e chi si assumerà la responsabilità davanti agli italiani di affossare la riforma. Magari di fronte ad una proposta concreta e non solo a dichiarazioni avremmo qualche felice sorpresa.


 


Male che va avremmo la forza e la chiarezza di spiegare agli elettori di aver condotto una battaglia fino in fondo e potremmo denunciare senza possibilità di smentita coloro che ancora una volta hanno brigato per tenersi questa legge elettorale. E sarebbe importante che questa volta nessuno potesse avere ragione di inserirci in quello schieramento. Dai Pd, batti un colpo!


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