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Il Pd si divide sul Porcellum il renziano Giachetti: aboliamolo e riparte lo sciopero della fame


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Roma, 08-10-2013
Fonte: La Repubblica

«A me non rimane che fare quello che può fare un non violento in questi casi: da ieri sera ho ripreso lo sciopero della fame per passare sulla legge elettorale dalle parole ai fatti». Roberto Giachetti annuncia nella sala stampa di Montecitorio che da domenica sera la sua battaglia contro il Porcellum è ripartita. E lo fa solo, soletto. Quasi un Davide pronto a combattere contro diversi partiti Golia.

E nel suo, il Pd, la sua iniziativa ha l' effetto di un fiammifero che riaccende di colpo lo scontro congressuale. Il vicepresidente della Camera, renziano, il Pdl, infatti lo dà per perso alla causa, Ma al suo chiede: «Ma il Pd che posizione ha? Ci sarà una sede dove si prenderà una decisione rispetto alla legge elettorale e dice chiaramente qual è la sua posizione? Ofacciamo come gli struzzi e aspettiamo che arrivi il momento in cui arrivi la Consulta a decidere cosa fare?». Lui cosa fare lo ha deciso: non mangiare fino a quando il Senato non partorirà qualcosa per superare il Porcellum. E il 30 ottobre è pronto a mandare in scena il No Porcellum Day, Una manifestazione che dovrebbe arrivare al culmine di tante iniziative locali che si terrà, con l' appoggio di Oscar Farinetti, all' Eataly di Roma. 

Giachetti, nel frattempo, non risparmia una frecciata neanche ad Enrico Letta che nel discorso alla Camera sulla fiducia lo aveva accusato di avere "piantato bandierine", quando presento la mozione per il ritorno al Mattarellum poi bocciata. «Potrei contrapporre alle bandierine le parole al vento», replica il deputato. Le sue critiche sembrano scuotere Palazzo Chigi. Così Enrico Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento, si sbilancia: «Non posso impegnare il governo ma faccio una mia proposta personale: se il Parlamento in un arco di tempo ragionevole non riuscisse ad andare avanti allora sono per una iniziativa del governo in modo che non si vada a votare con il Porcellum».

Ma l' effetto più forte Giachetti lo provoca nel Pd, con l' invito a mettere la legge elettorale al centro del confronto congressuale. E allora si scatena quasi una rissa. Le sue parole sugli scarsi risultati che arrivano dal Senato non sono gradite da Anna Finocchiaro, democratica, presidente dell' Affari costituzionali di Palazzo Madama. «Agitare bandierine senza misurarsi con la necessità di approvare una legge che sia condivisa il più possibile è un esercizio sterile», replica piccata. Il bersaniano Alfredo D' Attorre invece accusa: «Giachetti è interessato a farsi pubblicità più che a trovare davvero il modo di superare il Porcellum». Il senatore lettiano Francesco Russo, invece ammonisce «Smettiamola con la propaganda pre-elettorale e lavoriamo ad una soluzione condivisa. Votare la mozione Giachetti sul ritorno al Mattarellum avrebbe significato la caduta del governo».

Ma arriva la replica dei renziani Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi, David Ermini e Ernesto Magorno. «ll Pd - dicono - deve fugare ogni dubbio che la scelta di portare la riforma al Senato, non sia frutto di un tentativo di melina per allungare i tempi». Poi, Anzaldi e Andrea Marcucci attaccano Russo: «Spiega - dicono - che la mozione pro Mattarellum di Giachetti fu bocciata dalla dirigenza del gruppo Pd perché altrimenti sarebbe caduto il governo. Quindi - chiedono - governare con Berlusconi e Alfano è più importante che archiviare il Porcellum?».


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