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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

L' orribile Porcellum piace a tutti


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Roma, 10-10-2013
Fonte: Italia oggi

«Se non vogliono cambiare questa legge lo dicano, ci mettano la faccia». Roberto Giachetti non molla. Quando il tema della legge elettorale vigente, il Porcellum da tutti biasimato, s' è un po' defilato dall' agenda politica della maggioranza seppellito da mille cose apparentemente più urgenti, il 52enne deputato piddino, vicepresidente della Camera, s' è messo di traverso. Riprende a digiunare come fece l' anno scorso, secondo la scuola a cui s' è formato: quella radicale. Mobilitazione che culminerà nel «No Porcellum day» del 31 ottobre. Non lo chiama satyagraha, alla maniera di Gandhi e di Marco Pannella, ma di digiuno si tratta, e lui, si sa, non scherza: nell' ottobre 2012 perse oltre una dozzina di chili destando molte preoccupazioni in amici e collaboratori.

Giachetti, un anno fa lei era nel pieno della protesta, il presidente Giorgio Napolitano le mandò una lettera affettuosa chiedendole di smettere, e le acque parevano essersi smosse. Un anno dopo, punto e a capo?
Nel mezzo c' è la mia mozione per abolire l' attuale legge, nell' aprile scorso, saremmo tornati di colpo al Mattarellum. Fu bocciata perché a favore votarono solo Sel e M5s.

Era un modo per togliere un alibi a chi diceva che, prima di toccare la norma esistente, si sarebbero dovute fare le riforme, iniziando un percorso infinito. 
Certo. Poi prima dell' estate avevo richiesto l' esame d' urgenza sulle proposte di legge giacenti alla camera e che riguardavano lo stesso Mattarellum. Votata l' urgenza, al senato è finita in commissione affari istituzionali dove Anna Finocchiaro, s' è nominata relatrice. Sono ancora alle pillole, ovvero ai punti in cui c' è accordo in maggioranza. Dovevano presentare un testo all' aula di Palazzo Madama alcuni giorni fa, essendo scaduto il mese previsto, e ancora non si è visto niente. Sembra domani (oggi per chi legge, ndr) presenteranno questi punti di convergenza. Stiamo a vedere.

La Finocchiaro ha avuto parole dure verso di lei. Una collega del Pd. Fa melina?
Se è per questo ci sono anche i senatori Doris Lo Moro e Franco Bruno, democrat anche loro. Sostengono che la leggere elettorale debba essere inserita in un contesto di riforma elettorale. Solo che siamo ancora «a carissimo amico», come si dice a Roma.

Sul finire dello scorso anno, sembrava che l' accordo ci fosse. E poi tutto è svanito. Di chi è la colpa? 
Certamente del Pdl, che quella legge, il Porcellum l' ha voluta costruita, difesa. Ma la loro posizione è chiara. Anche ora, al massimo, vogliono alzare l' asticella del premio di maggioranza e al 40%, insomma siamo distanti anni luce. Di fatto hanno mandato a morire tutto, associando la riforma elettorale a quella sulla forma presidenziale dello Stato. Il punto, però, è quale sia la posizione del Pd, che rischia d' essere complice dell' inazione, con la scusa di non mettere a rischio la stabilità. Un serpente che si morde la coda…

In che senso?
Questo governo è instabile perché si regge su una maggioranza instabile, uscita da questo sistema elettorale. Ma senza cambiare le regole, si produrrà instabilità ab aeternum.

In tutto ciò il capo dello Stato continua a battere questo chiodo: occorre cambiare la legge.
Lo scorso anno l' ha ripetuto allo sfinimento, lo disse con una chiarezza che faceva paura nella lettera che mi scrisse e che lessi in aula quanto interruppi lo sciopero. Lo ha ribadito pesantemente al giuramento per il suo secondo mandato. Non lo ascoltano.

E il suo partito, in campagna elettorale, aveva detto chiaro e tondo che il Porcellum sarebbe finito.
L'abbiamo garantito ai nostri elettori e domani i colleghi al senato ci presenteranno il «pillolario» delle modifiche possibili. Mi chiedo se questo partito ritenga possibile ricominciare da lì. In queste ore sono sommerso di mail, sms, messaggi dei circoli e della base, di gente scandalizzata per questa condotta. Tanto più che tutti i candidati al congresso si sono espressi contro il Porcellum. Ieri Gianni Cuperlo ha detto pubblicamente che faccio bene a riprendere la protesta. Mi immagino che anche Pippo Civati la pensi così. Gianni Pittella s' era già pronunciato e pure Matteo Renzi. Invece in Parlamento che cosa faremo?

Invece le correnti tradizionali, come i bersaniani, non paiono fremere per questa battaglia abrogazioni sta…
Bersaniani, dalemiani, veltroniani o bindiani, che peraltro oggi hanno presentato una proposta di messa in sicurezza del bipolarismo, non importa. Vorrei capire chi è favore di questo Porcellum. Che ci mettessero la faccia.

Renzi, a cui lei è vicino già dai tempi delle scorse primarie, sembrerebbe parlare un po' meno di Porcellum…
Durante il linciaggio a cui sono stato sottoposto, anche nel Pd, per aver presentato la mozione di abrogazione, Renzi mi ha difeso pubblicamente. E' per il maggioritario da sempre, e lo ripete spesso, e, quando reclama una legge elettorale come quella per i sindaci, indica questa strada.

I grillini che avevano votato la mozione, si sono defilati non appena Beppe Grillo ha pubblicamente cambiato idea, dicendo che era meglio tornare a votare con la legge attuale. Significa che per questa partita non sono affidabili?
Anche la proposta di legge che hanno presentato era chiaramente proporzionale. Non è questione di affidabilità, la loro è una posizione politica: vogliono lucrare il massimo che possono da questa situazione. Non vogliono certo una legge che già la sera del voto ci dica chi governerà e chi starà all' opposizione e con la certezza che lo farà per cinque anni.

In Italia si aggira però lo spettro del neocentrismo. Uno da sempre per il maggioritario, un referendario addirittura come Arturo Parisi, ha detto, da queste colonne, che c' è da preoccuparsi, perché è un disegno che ama i sistemi proporzionali come nessun altro.
Non so se siamo all' alba del neocentrismo. È chiaro che se ci dovessimo ritrovare un Porcellum modificato, con premi e premicchi di maggioranza, ci sarebbe da sospettare che un tentativo in corso ci sia davvero.


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