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Niente di fatto in commissione sul "pillolato". In attesa di Renzi a Bari?


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Roma, 11-10-2013
Fonte: Europa Quotidiano

Doveva essere presentato ieri in commissione affari costituzionali del senato il "pillolato", l' insieme cioè di principi sui quali costruire una nuova legge elettorale a larga condivisione. L' avvio dei lavori - che sarebbe dovuto avvenire con la relazione di Doris Lo Moro (Pd) e Donato Bruno (Pdl) - è però slittato alla prossima settimana e la seduta di ieri ha visto soltanto la conclusione delle audizioni con l' intervento di Roberto D' Alimonte che ha illustrato le prerogative dei diversi sistemi elettorali vigenti negli altri paesi europei.

Non è difficile pensare che sul rinvio possa aver influito l' annuncio fatto da Matteo Renzi nella sua newsletter settimanale: domani a Bari - ha scritto il sindaco - «cercheremo di fare una proposta chiara e netta su questo tema. Perché Giachetti interrompa prima possibile lo sciopero della fame». Oltre al reitero dell' iniziativa del deputato del Pd per il ripristino del Mattarellum, in materia elettorale sempre in campo democratico è arrivata due giorni fa la proposta di Rosy Bindi - doppio turno di coalizione, soglia al 40 per cento per il premio di maggioranza, omogeneità tra camera e senato, voto di preferenza con doppia preferenza di genere - che ha raccolto una quarantina di firme tra cui anche quelle di qualche renziano come Maria Rosa Di Giorgi. Un modello volto a garantire il bipolarismo ma che, prevedendo il doppio turno, è destinato ad essere fortemente osteggiato dal Pdl.

Cosa proporrà Renzi a Bari? Cucitissime le bocche dei suoi più stretti collaboratori, che non confermano per sabato neanche lo slogan sul "sindaco d' Italia". In realtà Renzi non ha mai chiarito come tecnicamente pensi di estendere a livello nazionale il modello locale. Anche perché l' elezione diretta del presidente del consiglio (il "sindaco d' Italia") comporterebbe lunghi cambiamenti dell' architettura fica della legge elettorale più volte reclamata dallo stesso Renzi. La cinquantina di firme di senatori dem (oltre a quelle dei deputati) sotto la candidatura del sindaco di Firenze è il fatto nuovo intervenuto negli ultimi due giorni nel panorama democratico. Un fatto di cui anche le trattative sulla riforma elettorale dovranno necessariamente tener conto. Il capogruppo del Pd al senato, Luigi Zanda, ha convocato l' assemblea per martedì in tarda mattinata. All' ordine del giorno, la legge elettorale. Lì si capirà se il compromesso simil-ispa.


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