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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Big Bang ha detto STOP!


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Roma, 18-12-2012

Cari amici vicini e lontani, frequentatori della mia pagina Facebook, tweettari di ogni sorta, so che siamo in campagna elettorale e che quindi dovrei essere aggraziato e compiacente. Vi deluderò. Intendo essere sgradevole, ruvido, irriverente come solo le persone che hanno la pazienza di sopportarmi da anni sanno io sia in grado di essere. Da domani mi rimangono 11 giorni per tentare un ’impresa impossibile. Non me ne fotte nulla se la Bindi e la Finocchiaro hanno avuto la deroga e se in più non dovranno neanche sottoporsi alle primarie. Non me ne fotte nulla se votare il 30 dicembre è una decisione folle.

Non me ne fotte nulla se abilitati a votare per la scelta dei parlamentari sono solo coloro che hanno votato per le primarie. Non me ne fotte nulla del “povero Giachetti fatto fuori”. Non me ne fotte nulla del “tanto Giachetti è nel listino”. Non ho tempo di occuparmi dei piagnistei di qualsivoglia natura. Ho fatto 123 giorni di sciopero della fame (ho ingurgitato per maledetti 123 giorni solo tre sorsi di latte e caffè) solo con l’appoggio della gente e nel silenzio assordante della nomenklatura del mio partito, rotta meravigliosamente dalle parole di un nonno più lucido di cento leader messi insieme. Non me ne fotte nulla di partire un chilometro indietro in una corsa lunga 3. Non me ne fotte nulla del fatto che le decine di migliaia di pagine di stenografici della Camera non possano votare. Non me ne fotte nulla se le centinaia di volte che ho fatto venire i brividi al governo Berlusconi non hanno votato alle primarie dello scorso novembre.

Per entrare alla Camera nella prossima legislatura ci vogliono alcune migliaia di voti forse 5.000, forse 6.000 più concretamente 7.000. Un’impresa impossibile per chi abbia un minimo di senso della ragione, come diceva il mio fratellone Mario Di CarloA Robbé i voti si contano non si pesano!”. Io non ho alcuna intenzione di piangermi addosso e compatirmi. Ho voglia di combattere fino in fondo mettendo in gioco la mia credibilità, la mia passione, il mio amore per la politica che nessuno mai e poi mai riuscirà a minare. E non ho alcuna intenzione di attardarmi a spendere le residue ore che mi separano dalla data del 30 dicembre per rispondere a chi ha voglia di farlo. Non è questo il momento e non è questa la sede. Se dovete protestare per le regole, per le deroghe, per le epurazioni navigate su altre pagine e troverete tanto spazio.

Sul mio muro da oggi e fino al 30 dicembre voglio solo le parole di chi ha voglia di combattere con me, non per pietà o per compassione ma perché davvero ritiene che sia utile che io prosegua per un’altra legislatura il mio lavoro. Chi ha voglia di starmi accanto in questa battaglia impossibile non ha più tempo di lamentarsi ma solo di mobilitarsi. Ballano a Roma un paio di centinaia di migliaia di voti di persone che hanno partecipato alle primarie nazionali. Diciamo pure che la metà sono già organizzate e “spartite”. Ne rimangono un centinaio. Diciamo pure che di questo centinaio di migliaia, 90.000 andranno in vacanza. Restano 10.000 persone che magari non ci pensano per nulla a tornare a votare per le primarie dei parlamentari e poi per ‘sto Giachetti. Ecco quello di cui io ho bisogno è che almeno una metà di questi 10.000 vadano a votare e che scrivano sulla scheda: GIACHETTI.

E’ una follia? Si una lucida follia. Ma di questo ho bisogno. Non di piagnistei, di rivendicazioni, di carezze! Ho bisogno di gente che si sente in campo, che ha voglia di lottare con me, che ci crede. Rispetto, ovviamente, chi non ha voglia di farlo ma chiedo cortesemente di andare oltre, perché io ora ho bisogno di questo e solo di questo. Ho bisogno che la mia bacheca sia animata da notizie tipo: “oggi ho convinto tre persone ti votano”, “ho convinto mia madre a rinunciare alla vacanza e ti vota”, “tre amiche sono con noi”. Per dieci giorni mi interessa questo. “I voti si contano non si pesano”! Poi finita questa avventura faremo tutte le analisi politiche del caso. Ora ventre a terra e l’unica cosa che conta è vedere se ci sono 5, 6, 7 mila persone disposte a volere Giachetti in Parlamento. Il resto è inutile e, per dirla in musica “è noia”.

Non ho apparati e quelli che esistono ce li ho sicuramente contro. Non ho protettori perché non li ho mai voluti. Non ho santi in Paradiso perché sono laico. Ho la gente, gli amici, gli affetti…. Ma forse non basteranno. Ho una gran voglia di guadagnarmela questa candidatura impossibile. Ma molto dipende anche da voi. E se qualcuno ha modo di sentirlo lo dica anche a Matteo! P.S. A coloro che mi chiedono di abbandonare il PD e di dare la disponibilità alla candidatura nella lista che vuole fare Marco rispondo in modo sincero e leale che Marco ha bisogno di altro e che io per ora, nonostante tutto, sono un democratico. Detto ciò ho trascorso con Pannella il Natale dello scorso anno a Regina Coeli e il passaggio dal 2011 al 2012 a Rebibbia e non vedo l’ora di farmi un altro Natale con lui!


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