Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti a Repubblica: "Il digiuno si allunga? Sì, ma Matteo ha ragione"


Scarica l'estratto dalla pagina del quotidiano

Foto articolo
Roma, 23-10-2013
Fonte: La Repubblica

Digiuna di nuovo, il renziano Roberto Giachetti. Da sedici giorni. L' ultima volta perse quindici chili. «Mi nutro con tre cappuccini al giorno».

E basta?
«E basta. Ma la sera cucino. La fame, dopo i primi giorni, è soprattutto un problema di panico. Cucino per quei venti minuti di panico che avverto la sera».

Renzi ha promesso che una volta diventato segretario, imporrà il maggioritario. Il congresso è l' 8 dicembre. Ne dovrà bere ancora molti, di cappuccini...
«Siamo in una fase pre congressuale e Renzi indica una scadenza che è nella sua disponibilità. Lui, ora, può solo sollecitare una legge. E il fatto che carichi la campagna congressuale di questo tema è un dato positivo».

Non si spreca un mese e mezzo?
«Il 3 dicembre si esprime la Consulta, l' 8 c' è il congresso. E, da come si capisce, il Senato ormai è orientato ad attendere la Consulta. A me interessa il merito. E su quello siamo in linea».

Quindi va bene il doppio turno?
«Assolutamente. L' importante è che la legge risponda all' esigenza di rappresentatività e governabilità. Cisono con il Mattarellum, ma anche con la proposta di Matteo».

Lei, intanto, va avanti con lo sciopero?
«Certo. Finché al Senato non sarà approvato un testo».

A meno che, come proposto dal sindaco, la partita non si sposti alla Camera. Lì c' è una maggioranza, anche senza Pdl.
«Se la legge si sposta alla Camera, come segno di buona volontà sospendo lo sciopero. Mi prendo almeno una pausa».

Una curiosità: perché cucina se fa lo sciopero della fame?
«Il cibo è legato alla vista. Ed è un rito. Cucino per i figli o per gli amici, mi distraggo. Mica posso cucinare il cappuccino. E sa una cosa? Anche gli odori, giuro, mi hanno fatto ingrassare».


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta