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Giachetti «D’Alimonte è solo un analista. La riforma elettorale va fatta»


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Roma, 28-10-2013
Fonte: L'Unità

«E se facessimo un' intervista sulla nona vittoria consecutiva della Roma?». Euforico Roberto Giachetti, tifoso giallorosso, alle 17.02 di questa domenica segnata dalla inarrestabile scalata della «magica». «In realtà oggi sarebbe meglio parlare di politica, a Leopolda appena conclusa. Che ne dice, onorevole?». Si rassegna.

Giachetti,siamo arrivati a che giorno di digiuno?
«Al 21°, mi tiro su cucinando per gli altri, oggi per i miei figli».

Si consola con i profumi e gli aromi? Ma adessopuò smettere. Alla Leopolda è venuto fuori che tutto sommato meglio il Porcellum delle tentazioni proporzionaliste.
«Ma neanche per sogno. Questa è stata una lettura dei giornali perché Matteo Renzi è stato chiaro: bisogna cambiare la legge elettorale e i proporzionalisti possono mettersi in attesa».

Il professor D' Alimonte, molto ascoltato da Renzi, ha detto che il Porcellum...
«Il professor D' Alimonte fa l' analista e fotografa una situazione. Io faccio il parlamentare e ho una responsabilità, sono pagato per risolvere le situazioni. Il mio obiettivo è cambiare il Porcellum».

Renzi vuole la legge dei sindaci. Questo non implica una riforma costituzionale?
«È chiaro che se si sceglie il premierato devi intervenire con una riforma costituzionale, peraltro già in corso dal momento che il governo ha affrontato il tema. Dal mio punto di vista la cosa migliore è il ritorno al Matterullum per venire incontro a due esigenze degli elettori: poter scegliere gli eletti e garantire la governabilità. Non dimentichiamoci che quella è stata l' unica legge con cui Berlusconi ha governato dal 1991 al 1996 senza grandi scossoni. Detto questo il punto fondamentale per la legge di salvaguardia è di non fare inganni. Le modifiche al Porcellum che riportano al proporzionale sono un inganno. Renzi sul punto è stato chiaro: bisogna far scegliere gli eletti agli elettori e avere certezza di chi governa. Su queste basi si può ragionare anche sulla proposta D' Alimonte che prevede il doppio turno».

Una proposta che ha trovato consensi trasversali.
«Su quella proposta alla Camera c' è una maggioranza molto vasta, molto di più di quella che raccoglie la riforma approvata al Senato, che andrebbe avanti con l' ok "forzato" del Pd e quello del Pdl. Alla Camera ci sono i numeri per poter cambiare il Porcellum nel senso indicato nella proposta D' Alimonte. Approviamola, poi mandiamola al Senato e vediamo cosa succede».

Perché lei non si fida di Anna Finocchiaro che al Senato ha in mano la partita?
«Non mi fido perché lì per cambiarla devi piegarti ai desiderata del Pdl mentre alla Camera non ce n' è bisogno. E poi non mi fido perché la Finocchiaro ha scippato quella legge alla Camera».

Quindi lei andrà avanti con lo sciopero della fame?
«Andrò avanti fino a quando il Senato non approverà la riforma. Se si decide che la legge torna alla Camera, invece, sospendo subito il mio sciopero perché vuol dire che c'è la volontà politica di cambiare il Porcellum».

Altro argomento a cui lei tiene molto: amnistia e indulto.Su questo punto lei e Renzi siete agli opposti.
«Io sono totalmente favore dell'amnistia anche se concordo con chi sostiene che bisogna intervenire anche su altri fronti, a cominciare dalla depenalizzazione delle due leggi che sono la causa maggiore dell' affollamento delle carceri, la Fini-Giovanardi e la Bossi -Fini. Inoltre si devono prevedere forme alternative alla detenzione per tutti quei reati che possono essere scontati in altro modo. L' amnistia tra l' altro incide anche sui processi molti dei quali finiscono in prescrizione perché i giudici non ce la fanno».

Come pensa che sia possibile parlare di amnistia con il clima politico che c' è e le pendenze di Berlusconi sempre in primo piano?
«Sono vent' anni che Berlusconi si occupa di giustizia guardando il perimetro dei propri piedi e sono vent' anni che noi impediamo riforme necessarie per il Paese perché abbiamo il problema che in qualche modo possa goderne lui. A me se c' è qualcosa che va in suo favore non me ne importa niente se questo vuol dire tutelare gli interessi degli italiani. La responsabilità civile dei magistrati, già votata da un referendum e disattesa, non è che possiamo non farla perché la vuole Berlusconi e potrei continuare con gli esempi».

Lei è appena tornato da Firenze. C' èqualcosa che l' ha convinta poco alla Leopolda?
«Quello è un luogo antico con un format ripetuto però ogni volta che ci vai circolano nuove idee. Questa volta c' era un arricchimento di popolazione, quella stessa che gli anni precedenti ci sputava addosso e diceva che eravamo un po' fascisti. Si vede che molti di loro hanno cambiato idea, quindi ben vengano».


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