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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Primarie: «E' una corsa ad handicap, non sto sul territorio»


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Roma, 21-12-2012
Fonte: L'Unità

«Voglio morire in piedi. Ho fatto 123 giorni di sciopero della fame per far cambiare il Porcellum non mi spaventano certo 10 giorni di campagna elettorale a handicap».

Roberto Giachetti correrà alle primarie a Roma. Intanto è seduto al suo banco alla Camera a "governare" l' ostruzionismo del gruppo Pd a quel passaggio del decreto sulle liste che rappresenta un "regalo" a neo -partiti come quella di La Russa.

Perché parla di corsa ad handicap?
«Perché io sto qui dal lunedì al venerdì, dalle 9 di mattina alle 9 di sera. Questo è il mio lavoro politico. Se devi rendere la vita complicata, come spesso siamo riusciti a fare, al governo Berlusconi devi studiare, preparare le mosse, i documenti. Non puoi stare sul territorio. Figure come la mia sono sempre state tutelate, ricandidate non per un privilegio, ma per la funzione. Questa volta no».

I lPd ha deciso di usare le primarie per scegliere i propri parlamentari.
«Io so che se se un anno fa mi avessero detto che dovevo andare sul territorio a riguadagnarmi la candidatura sarebbe stato meglio. Penso che il consenso della gente anche per la mia battaglia contro il Porcellum ci sarebbe stato. Me la sarei giocata. Invece così mi obbligano in 8 giorni a tirare su 7 -8mila preferenze in una condizione di oggettivo svantaggio rispetto a un consigliere regionale o al capogruppo in Comune che già hanno un loro pacchetto di voti. Ora loro sono a fare campagna elettorale e io sto qui e forse ci dovrò stare anche il 27-28 e 29 dicembre. Mica posso dire al gruppo "fate da soli, che mi frega, devo andare a cercarmi i voti"».

Insomma teme di perdere?
«No, non è questo. Se faccio una figura di merda vorrei che fosse perché non valgo nulla e non perché non ho pacchetti di voti organizzati. Tanto più che si vota nei circoli del partito. Capisco l' esigenza di risparmiare, ma c' è anche il rischio che tanti elettori d' opinione che sono venuti alle primarie non troveranno più i gazebo dell' altra volta. Mentre davanti ai circoli si troveranno i pullman organizzati con 40-50 voti».

Ma allora perché ha deciso di candidarsi?
«Perché voglio che le persone che ritengono che io abbia fatto un lavoro utile e che lo possa fare anche nella prossima legislatura si facciano sentire. Io non ci metto né santi protettori né pacchetti di voti che non ho. Ci metto la mia faccia e la mia credibilità».

In parlamento si entrerà anche col "listino".
«L' esigenza del segretario di riservarsi una quota di eletti la comprendo. È ampia, circa il 30% degli eletti, ma è normale che ci siano competenze e anche accordi politici da salvaguardare».

Ci saranno anche esponenti renziani. Non vede una contraddizione?
«La direzione ha deciso che 120-130 persone siano nominate, che ci sia una quota di 10-15 renziani è normale. Non mi scandalizzerei che ad esempio ci fosse Baricco. E penso che ci dovrebbe essere Andrea Sarubbi che non importa se è se renziano o qualsiasi altra cosa, ma è un parlamentare che va valorizzato per quello che ha dato e per quello può dare al Pd. Però il giudizio sul listino si potrà dare solo quando si vedrà se dentro ci sono competenze o gli amici degli amici».


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