Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Legge elettorale, il compromesso resta lontano e rispunta l' ipotesi decreto


Scarica l'estratto dalla pagina del quotidiano

Foto articolo
Roma, 13-11-2013
Fonte: La Stampa

La bocciatura in commissione al Senato ieri della proposta Pd di riforma elettorale a doppio turno ha aperto un nuovo fronte tra i Democrat, in corsa verso le primarie. Ai renziani non è piaciuta la sollecitudine con cui Anna Finocchiaro ha portato in discussione la proposta che Matteo Renzi si accingeva a presentare come parte del suo programma di candidato alla segreteria, e Roberto Giachetti, il vicepresidente della Camera da oltre un mese impegnato in uno sciopero della fame proprio per sollecitare la riforma, ha commentato che è stato un errore far partire la discussione dal Senato, dove chiaramente è più difficile trovare una maggioranza sulla riforma, che non dalla Camera, dove il centrosinistra invece ha i numeri.

Mancano ormai tre settimane al pronunciamento della Corte costituzionale, ma in Parlamento non s' intravede alcuno spiraglio per arrivare almeno a una modifica del Porcellum. E malgrado restino forti le pressioni di gran parte di Pdl e M5s per arrivare a un nuovo scioglimento delle Camere, di intenzioni di trovare un compromesso non si vede traccia, ed anzi sia Berlusconi sia Grillo preferirebbero votare di nuovo con la legge che di qui a poco la Consulta potrebbe dichiarare incostituzionale.

È anche per questo, ma non solo, che Napolitano ieri ha fatto un nuovo appello al «senso di responsabilità» che fin qui è mancato. Solo qualche settimana fa il presidente era intervenuto sullo stesso tema sostenendo che basterebbe una settimana di impegno nelle Camere per arrivare all' approvazione della riforma. E negli ultimi giorni si è tornati a parlare della possibilità che, in mancanza di risultati, possa toccare al governo intervenire con un decreto.Il quadro politico resta comunque gravato da incertezze.

Dal Pdl, dopo giorni di guerra civile, ieri è venuta qualche parola di tregua, per bocca della deputata Maria Rosaria Rossi, assai vicina a Berlusconi. Per qualche ora la sua dichiarazione è stata presa in considerazione come un' offerta di disponibilità dello stesso Cavaliere, che oscilla tra propositi di rottura e desiderio di riportare il partito all' unità. Ma a parte Alfano, che ha detto di voler continuare a cercare un' intesa fino all' ultimo minuto, dall' interno del fronte governativo del centrodestra continua a salire scetticismo, tanto che qualcuno, come Cicchitto e Formigoni, si spinge a mettere in dubbio la partecipazione delle «colombe» al Consiglio nazionale che sabato dovrebbe sancire il ritorno a Forza Italia.


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta