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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Perché ho deciso di uscire dal Partito Democratico di Roma


Roma, 02-12-2008

E’ stata una mattinata convulsa: incontro con Veltroni, poi trasmissione a RED con Menichini, poi riunione del gruppo, giornalisti etc. Ha fatto seguito ad una notte devastante per la mia anima. E’ si mi dispiace ma ho anche un’anima. Prendere questa decisione è stato difficile. Ho passato una notte insonne a montare e smontare in tutto ed in parte la mia decisione. A leggere e rileggere le centinaia di mail e messaggi che ho ricevuto in questi giorni, molti dei quali potete leggere qui e molti altri privati. Voglio innanzitutto dire un grazie di cuore a tutti, ma davvero a tutti. Dirvi che le mie scelte hanno tenuto conto anche delle vostre opinioni. Di tutte, davvero tutte. Ci si potrà non credere ma l’ho fatto e chi mi conosce sa che non farei un’affermazione del genere se non fosse vera.

Lascio il Partito democratico di Roma perchè non voglio essere complice di un sistema degenerato anche se, sono convinto, che non andrà molto lontano. Lascio anche perchè il movimento di persone libere che ho incontrato in questi giorni ha una forza potenziale fondamentale che deve riuscire a prevalere sulle vecchie ed insopportabili logiche di potere interno ed imporre la sua forza pura, quella che passa per le braccia umili di migliaia di sconosciuti sostenitori del nostro partito e per le parole libere ed autentiche di altrettante migliaia di persone che hanno avuto voglia e forza di esprimerle. E’ un esempio importante. Decisivo. Questi patrioti del vero Partito che vogliamo devono essere aiutati, sostenuti, raggiunti da tutti coloro che si sentono parte di un progetto e che non accettano più di stare alla finestra.

L’altra notte ho messo su facebook il video di una splendida canzone di Garber: “Libertà”. Libertà “è partecipazione” dice. Ed è così. Occorre passare dalla lamentela all’azione, ognuno come può, ognuno come vuole. Manifestatevi, però. Aderite al gruppo “Quelli che vogliono le primarie”. Date una mano a questo gruppo di veri “eroi”, stringetevi a loro. Arriverà presto il momento in cui chi di dovere capirà, volente o nolente, e le cose cambieranno. Per voi e grazie a voi. Sono sicuro che le cose cambieranno se a far sentire la voce, se a manifestarsi, sarete in tanti. Non essendo più in grado di oscurarvi come hanno fatto fino ad oggi, tenteranno di farvi sgambetti, di dividervi, di strumentalizzarvi. Ma voi sapete che la vostra forza è quella di essere persone libere, in grado di ragionare con la propria testa, diverse su tantissime cose ma unite nel chiedere che sia realizzato il partito democratico del Veltroni di Lingotto, quel partito democratico che crede nel nuovo come risorsa e non come ostacolo per la sua realizzazione. Hanno tentato, senza riuscirvi, di annullare il valore di questa iniziativa cercando di rappresentarvi come adepti e cammellati del “pazzo” Giachetti.

Uscire è un motivo in più per non dare alibi a nessuno. Ora si devono misurare con voi e solo con voi. Giachetti è fuori. Starà a Veltroni dire di più di quel che io ho detto oggi del nostro incontro, ma quel di più che a me ha detto è sufficiente per interrompere il mio sciopero della fame e non andare fino in fondo alle mie decisioni originarie, cioè abbandonare anche il Gruppo parlamentare. Per certo posso dirvi che io mi fido di lui e che credo che, in questo momento, sia l’unico in grado di rimettere il treno del PD nei giusti binari, ma è INDISPENSABILE che avverta tutta intera la forza ed il sostegno di quell’immenso popolo di gente che è fuori dai circuiti dei caminetti e delle correnti e che crede in un partito diverso. Nell’incontro mi ha garantito che vigilerà perchè la situazione romana torni alla legalità, che incontrerà una delegazione di circoli e dell’assemblea degli autoconvocati e che il suo impegno quotidiano continua ad avere come punto di riferimento il discorso del Lingotto.

Nella situazione data a me va bene così. Ci credo e voglio credergli. Presto, anche dall’esito dell’incontro del 10 dicembre, capiremo come vanno le cose. Resterò a disposizione di tutti voi, davvero di tutti, per un consiglio, per un aiuto per un’amicizia che così grande non avrei mai immaginato di avere e, forse, neanche di meritare.


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