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Roberto Giachetti > Politica > articolo

primarie a Roma: primo giorno di sciopero della fame


Roma, 14-11-2008

Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno manifestato supporto e solidarietà con la mia iniziativa e anche quanti, invece, non la condividono e per questo non hanno risparmiato critiche. A questo proposito vi terrò informati costantemente sui successivi sviluppi. Nel frattempo ne approfitto per ricordare a tutti le ragioni del mio digiuno: Roma è l’unica città italiana a non aver mai avuto alcun passaggio di legittimazione popolare dalla costituzione del Pd. La sua classe dirigente è ancora il frutto della cooptazione realizzata da Ds e Margherita per quello che sarebbe dovuto essere un breve periodo di transizione. A prescindere dalla responsabilità dei singoli è anche la stessa classe dirigente sulle cui spalle pesa la corresponsabilità della durissima sconfitta elettorale alle recenti comunali. Da mesi non si contano le dichiarazioni dei dirigenti romani a favore delle primarie nonostante molti di loro contemporaneamente partecipavano a riunioni e caminetti volti a fare di tutto per non renderle possibili.

Ora utilizzando cavilli formali e ritardi colpevoli si briga per archiviare per chissà ancora quanto lo svolgimento delle primarie nella capitale. E’ un comportamento irresponsabile e miope al quale è indispensabile si contrapponga da subito una risposta convinta di tutti coloro che credono non più rinviabile un cambio di passo deciso da parte del PD.

Così come nel 2007 mi trovo ad intraprende un’azione non violenta per ottenere da chi ha la responsabilità per farlo, di onorare gli impegni assunti pubblicamente ed anche attraverso deliberati ufficiali. Ho iniziato alle 8 di questa mattina, 13 novembre, uno sciopero della fame che ha come obiettivo la deliberazione formale della data per lo svolgimento delle primarie a Roma. Ce lo chiede la coerenza, ce lo chiede la gente e, se concesso, ce lo chiede anche il buon senso.


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