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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti su Cancellieri «Il premier non doveva porre una questione di fiducia. Resta il problema politico»


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Roma, 20-11-2013
Fonte: La Repubblica


«Letta non avrebbe dovuto porre una questione di tenuta del governo sul caso Cancellieri». Roberto Giachetti, vice presidente della Camera, renziano, va all' attacco. 


 


Giachetti, dovrebbe fare un passo indietro il ministro Cancellieri, anche se non è indagata?


«In un paese normale non è che un ministro si dimette perché riceve un avviso di garanzia. Un ministro si dimette per problemi politici, e in tutta questa vicenda ce ne sono stati tanti».


 


È sufficiente che Letta faccia da garante?


«Una comunicazione del presidente del Consiglio non poteva essere sufficiente. Non ce la saremmo potuti cavare con un "non toccate Cancellieri" ».


 


Voi renziani vorreste votareuna mozione di sfiducia?


«Non ha senso votare una mozione di sfiducia perché siamo il partito di maggioranza relativa. Però continuo a pensare che se il gruppo di maggioranza relativa appunto, decide di chiedere al Guardasigilli di fare un passo indietro alla luce della situazione che si è creata, le regole naturali della politica sono che il ministro ne prenda atto e ne tragga le conseguenze».


 


Letta fa scudo al ministro della Giustizia?


«Veramente nel discorso inassemblea Letta non ha neanche citato il ministro Cancellieri. Ha detto che è in ballo la tenuta del governo».


 


Tuttavia voi renziani avete fatto retromarcia?


«Il presidente del Consiglio pone esplicitamente un problema di fiducia, questa è una questione prevalente e vuol dire che ci mette la faccia. In questo caso... Se lui ritiene che il caso Cancellieri è legato alla tenuta, alla vita del governo, e quindi viene posta una fiducia di fatto, questo è decisivo».


 


Ma il passo indietro di Cancellieri è davvero un inciampo grave per il governo?


«È stata già fatta una questione di tenuta del governo su una mozione che chiedeva quello che chiedono ora tutti, cioè la riforma della legge elettorale, la fine del Porcellum. Io sono in sciopero della fame da 45 giorni, aspettando che si prenda una decisione sulla legge elettorale. Ripeto: in una condizione normale di un paese normale in cui un ministro entra in una bufera di questo tipo, innanzitutto dovrebbe essere lei stessa a evitare imbarazzi».


 


Voi renziani vi smarcherete lo stesso in aula?


«Sarebbe assolutamente sbagliato. Noi ci atteniamo alle parole di Letta, però anche nell' assemblea del gruppo abbiamo rinnovato l' invito al ministro Guardasigilli a dimettersi. Richiesta che peraltro è stata avanzata in eguale maniera anche da Cuperlo e Civati, gli altri due candidati alla segreteria del Pd».


 


Quindi Civati non presenterà più una mozione di sfiducia?


«Dall' intervento fatto in assemblea deduco che questa sarà la sua scelta».


 


Ma il problema politico è risolto?


«No, per me il problema politico rimane assolutamente aperto, e infatti spero che il ministro decida nel senso che noi abbiamo auspicato, cioè per le dimissioni. Quello che è risolto è la conferma della nostra fiducia al governo Letta»


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