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Roberto Giachetti > Politica > articolo

L'anima del PD


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Roma, 27-02-2013

Trovo che oggi sia del tutto inutile domandarsi se con Matteo Renzi avremmo vinto le elezioni. Io ero con lui alle primarie e quindi ne ero convinto già allora. Lo sbaglio più grande che potremmo fare in questo momento è confinare il tema sulla persona.

Renzi non è solo un “ragazzo” di 37 anni che parla bene e che quindi si sarebbe prestato bene ad una campagna elettorale tutta mediatica. Renzi ha rappresentato e rappresenta ancora una rottura secca con una stagione politica anche e non solo del centrosinistra. E per stagione non parlo solo di facce ma anche di idee e di comportamenti. Matteo ha capito in anticipo che per quella stagione non vi sarebbe stato un altro appello. Renzi ha dimostrato di essere in sintonia con un sentimento diffuso, generale e trasversale del popolo italiano, capace di interpretarlo e declinarlo non solo con proposte concrete ma anche con un linguaggio, anche del corpo, che dimostrava inequivocabilmente di parlare di cose in cui credeva veramente e di cui era intimamente convinto.

La sua azione di rottura non era finalizzata a posizionamenti interni (tant’è che nella classe dirigente del Pd siamo stati davvero un pugno quelli che lo hanno seguito) ma fotografava il solco che cresceva tra l’”anima” del PD ed il sentimento popolare. E qui c’è il problema che oggi ha di fronte il PD. In un evidente e generalizzato clima di sfiducia nei confronti di una certa politica interpretata, seppur in modo diverso, dalla stragrande maggioranza della classe dirigente italiana è indispensabile ricostruire l‘anima del PD che da queste elezioni esce umiliata e provata. E l’anima la si può ricostruire solo se si ha il coraggio ed anche la forza di cambiare e cambiare davvero, questione che si pone già nelle prossime ore nella gestione di una vicenda politica davvero complicata. Ma ci sarà questo coraggio e questa forza? Questa mi pare per il PD la sfida più grande.


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politica e comitati di affari

AgostB, anch'io VOTAVO sempre: persino per il comitato di quartiere. Ma quando mi son resa conto che della politica non era rimasta traccia, eccezion fatta per qualche uomo di buona volontà, ho smesso. Mi metto pazientemente in fila solo quando posso scegliere la persona: così è stato per Renzi, così è stato per Giachetti. Di esprimere il mio voto per il comitato di affari "meno peggio" in tutta sincerità non me ne importa un piffero: questo o quello per me pari sono.

Inviato da paolab il 13-03-2013alle 17:20
Astenersi perché?

Io voto sempre: alle primarie, alle parlamentarie, alle politiche, alle regionali, alle municipali, alle sindacali ecc. ecc. Trovo che c'è sempre qualcuno o qualcosa meglio o meno peggio (non è la stessa cosa?) cui dare fiducia. Ho votato Roberto alle primarie e poi, visto che stava piazzato non benissimissimo, a scanso di equivoci, ho rivotato PD alle politiche. Felice che ce l'abbia fatta! E'uno che vale. Scovare le persone valide è una specie di dovere! anche se un poco faticoso. Coraggio.

Inviato da AgostB il 12-03-2013alle 18:47
elezioni sindaco di Roma

Non sono iscritta al PD ma ho votato per Renzi alle primarie e non avendo il SUO PD vinto ho votato per Giachetti alle parlamentarie ma ho ingrossato la fila degli astensionisti alle politiche. Stessa scelta per le elezioni del Governatore del Lazio che ripeterò in occasione delle elezioni per il Sindaco di Roma. E' prevista un'unica eccezione: che il candidato Sindaco sia Roberto Giachetti. Altrimenti, tempo permettendo, me ne andrò al mare.

Inviato da paolab il 12-03-2013alle 18:12
Facciamo qualcosa!

devo correggere il mio cognome è Fraddosio e non Fraddfosio^ Devo aver battuto troppo velocemente sulla tastiera!

Inviato da Giuseppe Fraddosio il 04-03-2013alle 14:58
Facciamo qualcosa!

Siamo un gruppo da sempre elettori del PD e da sempre sostenitori di un cambio sostanziale e profondo della strategia e dei comportamenti del PD e , soprattutto , della sua classe dirigente immobile su schemi ormai fatiscenti e perdenti ! Abbiamo visto nel giovane Renzi e nei suoi amici la opportunità del cambiamenmto... l'apparato del partito ( una vera curia romana ) ha impedito la sua riuscita ed è , a nostro avviso, responsabile del disastro in cui l'ha ridotto! Noi ci aspettiamo quindi si cambi al più presto e che il vecchio gruppo dirigente , se veramente ha a cuore l'interesse del PD e dei suoi elettori, esca di scena e lasci il passo a nuovi dirigenti ! E' l'unica strada per recuperare coloro che , disgustati, hanno votato Grillo e vincere la inevitabile prossima battaglia! Noi siamo pronti e disponibili ad agire in supporto di chi porterà avanti questa bandiera e gradiremmo una risposta !

Inviato da Giuseppe Fraddfosio il 04-03-2013alle 11:22