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A palazzo Madama ancora un rinvio. In attesa del 3 dicembre (e anche del 9)


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Roma, 29-11-2013
Fonte: Europa Quotidiano

Dopo il nuovo rinvio deciso ieri è difficile trovare qualcuno disposto a credere che lunedì alle 20 in commissione affari costituzionali del senato si voterà sugli ordini del giorno sulla legge elettorale. La convinzione diffusa è che le scadenze ormai alle porte - la sentenza sul Porcellum della Corte costituzionale, che inizierà a riunirsi martedì 3, e le primarie del Pd domenica 8 - abbiano consigliato una prudente attesa. Al temporeggiamento derivante dagli appuntamenti in campo si aggiunge la novità della spaccatura consumatasi a destra, con Forza Italia e Ncd che non hanno ancora messo a punto le loro strategie e dunque nemmeno l' orientamento sul sistema elet torale da sostenere. La richiesta ufficiale del rinvio di ieri è infatti intestata al nuovo partito di Alfano.

Molto arrabbiato Roberto Giachetti, deputato renziano da 54 giorni nuovamente in sciopero della fame, che domenica sarà a un incontro pub blico - con Arturo Parisi, Lorenza Bonaccorsi e Paolo Gentiloni - dal titolo "Noi che diciamo ancora no al Porcellum!". «Perplesso» si è detto anche il padre del Porcellum, Roberto Calderoli, ora autore di una delle mozioni in campo che prevede il ritorno al Mattarellum. Nel rinvio l'esponente leghista vede «il tentativo di spostare tutto alla camera», dove potrebbe arrivare un dise gno di legge del governo che, spiega, potrebbe essere sottoposto a voto segreto, come da regolamento, ed essere «impallinato da 101 deputati o anche più». Obiettivo, secondo Calderoli, far cadere il governo e andare subito a votare. Della possibilità di una iniziativa governativa hanno parlato esplicitamente sia il ministro per le riforme Quagliariello sia il titolare dei rapporti col parlamento Franceschini, dopo essere saliti al Quirinale. L' incontro con Napolitano, durato circa due ore, è servito per fare il punto sulla legge elettorale e sulle riforme istituzionali dopo il restringimento della maggioranza. Il percorso del Comitato dei 40 e quindi della deroga ai meccanismi previsti dall' articolo 138 della Costituzione potrebbe infatti trovare ostacoli. E il capo dello stato ieri pomeriggio ha ricevuto anche una delegazione di Forza Italia. Franceschini ha escluso che il governo possa ricorrere a un decreto legge in materia elettorale. Piuttosto, potrebbe trattarsi di un disegno di legge accompa gnato da una forte iniziativa politica per arrivare a un risultato certo. «Ma pensiamo ancora che il parlamento possa farcela a legiferare in materia elettorale. I tempi ci sono» ha detto il ministro dem al Tg3.


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