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Giachetti: da lunedì subito al lavoro alla Camera abbiamo la maggioranza


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Roma, 04-12-2013
Fonte: Il Messaggero

Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, democrat da tempo di fede renziana, è al 58esimo giorno di sciopero della fame con l' obiettivo di sbloccare la riforma della legge elettorale. Riforma per la quale si batte da prima della fine della scorsa legislatura. Onorevole Giachetti, forse questa volta le darà una mano la Corte Costituzionale. «Ma qualunque decisione prenda la Consulta, il problema lo deve risolvere la politica. Chi pensa il contrario fa un errore grossolano».

Già, ma come si fa a sbloccare una partita che sembra arenata? Davvero la politica nel suo complesso può avere la forza di superare questa palude?
«La prima cosa da fare, per la quale mi batto pubblicamente da tempo anche contro alcune scelte del Pd, è quella di trasferire subito questa materia dal Senato alla Camera. Al Senato per regolamento avrebbero dovuto impostare il disegno di legge in Commissione nel giro di un mese per poi passarlo all' Aula che avrebbe dovuto vararlo in altri 30 giorni. Invece siamo ancora a zero. E' lampante che se la questione della nuova legge elettorale resta al Senato rimane su un binario morto».

Finora lei ha avuto un ruolo da ?facile profeta?. Sicuro che alla Camera il clima cambierebbe?
«Alla Camera la maggioranza ce l' ha il Pd. E tutte le anime del Pd, tutte, sulla legge elettorale concordano su due punti: bisogna mantenere il bipolarismo e bisogna consentire agli elettori di scegliere i deputati. Dalla Camera non potrebbe che uscire un testo basato su questi cardini».

Ma poi quel testo dovrebbe ugualmente passare per le forche caudine del Senato.
«Lo so. Tuttavia penso che non sarebbe semplice per qualsiasi forza politica bocciare in toto la riforma. Come farebbero a spiegarlo ai loro elettori? Ancora: non credo che i senatori di 5Stelle con i quali abbiamo condiviso la campagna elettorale contro il Porcellum potrebbero votare contro la riforma. Con quale faccia? Così come penso che anche con gli alfaniani e i centristi e altri ancora si possa discutere».

Ammettiamo che davvero si vada ad una riforma. A quale modello sta pensando ed è ipotizzabile una proposta renziana?
«Ci sono due strade per mantenere e rafforzare il bipolarismo e restituire potere agli elettori: un ritorno con alcune modifiche al Mattarellum oppure il sistema che propone il professor D' Alimonte che somiglia molto all' elezione del sindaco, anche qui con alcune modifiche».

Cominciamo dal ?Mattarellum con modifiche?. Come funzionerebbe?
«Il 75% dei deputati sarebbero eletti col maggioritario: va in Parlamento colui che prende più voti nel suo collegio. L' altro 25% di parlamentari, a differenza del vecchio Mattarellum, sarebbe garantito in parte al partito o coalizione che prende più voti e che così può governare mentre una quota di questo 25% assicurerebbe la presenza in Parlamento di forze minori».

E il modello D' Alimonte?
«A grandi linee somiglia al meccanismo dell' elezione del sindaco. Gli eletti vengono scelti con le preferenze. A vincere però sarebbe il partito che, in un ballottaggio fra i due più votati, raggiungerebbe il maggior consenso».

Lei quale modello preferisce?
«A me piace di più la competizione su collegio. Ma sono dispostissimo a optare anche per l' altra soluzione se raccoglie maggiori consensi. L' essenziale è chiudere col Porcellum».


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