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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Legge elettorale, Giachetti: "Quando le parole non sono meditate"

 

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Roma, 06-12-2013

Ora il coro è: ci vuole una legge largamente condivisa. In base alle dichiarazioni aggiornate a ieri a favore del ritorno al Mattarellum ci sarebbero Pd, M5S, SEL, Lista Civica (parlamentari che stanno con Monti), FI e Lega. Cioè circa 550 deputati e 251 senatori. Quelli che continuano a dichiarare che la legge elettorale andrebbe fatta con il più largo consenso memorizzino bene questi dati. Una volta fatto siano conseguenti o per lo meno la smetta di dire che gli interessa una legge con la massima condivisione.


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un parlamento abusivo

Sempre più convinto che il paese Italia, in Europa, sia un'anomalia. Probabilmente un paese di pazzi inguaribili o di furbastri d'accatto ove ognuno, ad iniziare dalla politica, pensa a se stesso e al suo cortiletto. Come Giachetti che, in tempo di primarie che interessavano la sua candidatura,dialogava con tutti, mentre ora, lancia solo pizzini. Ebbene, vorrei dire a Giachetti che la legge Mattarella è morta e che sarebbe ridicolo farla resuscitare. Tanto vale tenere parte dell'impianto del Porcellum, modificando sui due quesitii esclusi dalla Consulta. Si dirà di tornare al proporzionale puro, e che male c'è dal momento che con l'avvento di Grillo il sistema politico è diventato tripolare e probabilmente se cresce Alfano, il sistema diverrà quadripolare. Se fossi stato Helmut Kohl, chiederei dunque alla politica di provare a fare ciò che non fu fatto nel 1993 mentre si stava cambiando la democrazia che, invece di imitare il modello tedesco, in Italia, si diedero anima e corpo al Mattarellum con il quale gli italiani si ritrovarono con quaranta partiti piuttosto che con due poli. Insomma, si dimenticò che la vera riforma da fare era quella di governo. Il bipolarismo italiano nasce malato come la pianta dell'ulivo priva delle cure del contadino ( questo dissi a D'Alema qualche anno fa ...e l'Ulivo cadde e Prodi a casa. Tu Giachetti, potrai fare i tuoi ridicoli scioperi della fame ma, il discorso è più ampio. Per quale motivo deve essere il parlamento a discutere di leggi elettorali quando è composto da nominati ed ora anche da abusivi. Per quale motivo non coinvolgere gli elettori magari mediante loro rappresentanti. La democrazia in Italia non è mai esistita.

Inviato da amerigo rutigliano il 06-12-2013alle 05:51