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Roberto Giachetti > Politica > articolo

A proposito del Liceo Visconti


Roma, 12-09-2008

Giorni fa nella cronaca di Roma della Repubblica è uscita una lettera di una mamma che manifestava disagio e preoccupazione nel rapporto della figlia con gli insegnanti del liceo Visconti e nel percorso educativo e formativo adottato dall’istituto di piazza del Collegio Romano. Da qui si è aperto un dibattito nel quale sono intervenuto cercando di capire meglio e incontrando anche il preside della scuola, che mi ha fornito particolari tali da rendere il quadro più complesso di come inizialmente poteva sembrare. Ne emerge una fotografia della situazione che dimostra come, accanto alle comprensibili preoccupazioni di un genitore, vadano poi tenuto in debito conto anche le ragioni della scuola, in un contesto che diventa dunque più articolato rispetto a quello rappresentato nella lettera. In ogni caso ho mandato queste righe alla Repubblica che per vostra informazione posto di seguito:

Gentile direttore,
colpito dal contenuto della lettera della mamma di un alunna del liceo Visconti di Roma, pubblicata dal suo giornale il 9 settembre scorso, mi sono immediatamente attivato annunciando la presentazione di un’interrogazione al ministro Gelmini invitandola a fare chiarezza su quanto le parole e i toni espressi dalla signora Rossi lasciavano intendere in merito alle difficoltà della figlia con il corpo insegnanti dell’istituto di piazza del Collegio Romano. Al contempo, proprio perché la realtà della scuola produce dinamiche complesse e delicate nel rapporto tra insegnati, studenti e genitori, per scrupolo ho voluto incontrare il preside del Visconti, il professor Rosario Salamone, che mi ha restituito un quadro della situazione francamente diverso e più articolato rispetto a quanto rappresentato in quella lettera. Cito solo due dati, su tutti, che il preside mi ha messo a disposizione: al Visconti, nell’ultimo anno scolastico, di 157 studenti rimandati a settembre ben 150 sono stati promossi, un dato questo al di sotto delle medie nazionali e, parallelamente, dal febbraio del 2008 il liceo ha istituito 75 corsi di recupero per un numero complessivo di 1215 ore. Dunque, pur comprendendo la delusione e il disagio mostrato da quella mamma nella sua situazione particolare, non posso che constatare che il quadro emerso dalla mia conversazione col preside non solo ridimensiona le preoccupazioni che la lettera mi aveva suscitato ma restituisce e conferma al Visconti la sua tradizione di rigore e di eccellenza nei metodi e nell’applicazione dell’attività di insegnamento. L’umanità di quella mamma mi ha colpito, lo ammetto, e forse mi ha portato ad esprimere preoccupazioni ingenerose verso un liceo con una grande tradizione e con un corpo insegnanti di valore, alle quali vorrei riparare con queste poche righe anche nel nome di chi crede in una scuola capace di aiutare chi resta indietro ma sempre nell’ottica della valorizzazione dell’impegno e dell’esaltazione del merito.


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