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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Quando si dice la coerenza..


Roma, 29-05-2008

Vi confesso che ho qualche problema nell’interpretare il verbo del nuovo Presidente della Camera. Ricordate una settimana fa? Tutte le agenzie riportavano stralci di un’intervista al Corriere in cui Fini dichiarava guerra all’improduttività del Parlamento, sostenendo l’importanza del buon esempio cominciando col dire basta alla settimana corta per i deputati. Io per primo ho accolto con grande soddisfazione la sua proposta di allungare i giorni di lavoro dell’Aula, ci mancherebbe..ho subito pensato: bravo! iniziativa giustissima! Anzi sacrosanta! Intanto però apro un inciso, spero utile per tutti. Parliamo di settimana corta perché normalmente è nelle giornate di martedì mercoledì e giovedì che il parlamento vota i provvedimenti, ed è in quella fascia che si richiede ai deputati l’obbligo di presenza. Non è che la Camera il lunedì e il venerdi chiuda: in quei giorni l’assemblea si riunisce per dibattiti generali, vi si svolgono interrogazioni ed interpellanze, fermo restando tutto quanto il lavoro delle Commissioni nell’arco della settimana. Certo è che l’obbligo di presenza per i parlamentari è circoscritto ad oggi nei giorni centrali, un po’ poco – dice Fini – per essere produttivi, e moltissimi tra parlamentari di ogni colore hanno subito convenuto con lui. Chiuso l’inciso vi anticipo sin d’ora che il resoconto video della prossima settimana parlamentare durerà pochi minuti. Dopo questi ottimi proclami vi informo infatti che lavoreremo un solo giorno: mercoledì 4, quando esamineremo e voteremo il decreto sul trasporto aereo, Alitalia per capirci. Ma come? Dopo la settimana iniziale in cui abbiamo votato per due giorni e mezzo, e dopo il monito del Presidente della Camera, anziché lavorare di piu lavoriamo di meno? E cosa ci propone l’ordine del giorno? Ancora un decreto del governo Prodi, dopo quello sugli obblighi comunitari. E dire che già mi stavo preparando ad approfondire la questione dell’abolizione dell’Ici, della detassazione degli straordinari, ero pronto a dare battaglia sui temi della sicurezza, ad affrontare un dibattito su qualche provvedimento forte del nuovo esecutivo, ed invece ecco la sorpresa. Chissà poi se Fini quando invocava piu produttività pensava a quei 100 e passa deputati del centrodestra assenti l’altro ieri al momento del voto sugli emendamenti al decreto comunitario, ma soprattutto a questo punto il dubbio è lecito: a forza di riproporre decreti varati dal governo precedente non sarà che, alla prova dei fatti, questo centrodestra di suo non abbia granchè da dire? Insomma come propositi per un nuovo corso stiamo messi maluccio, e quanto a coerenza poi….non è vero presidente Fini?


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