Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Politica > articolo

Si torna in Aula: un'emozione grande, unica.


Foto articolo
Roma, 15-03-2013

Settimana più, settimana meno, sono passati 12 anni da quando il mio piede sinistro e poi, subito dopo, quello destro hanno passato la porta che ti proietta nella culla della democrazia. Quel giorno, ricordo bene, ero emozionato, incantato, rapito, consapevole di un sogno che tanti legittimamente fanno e che pochi in realtà riescono a realizzare. Un sogno che per la stragrande maggioranza di coloro che fanno politica resta un miraggio.
E’ quindi la quarta volta che rivivrò quella straordinaria sensazione del "primo giorno di scuola”. Certo sarà diverso da chi accederà all’Aula di Montecitorio per la prima volta ma posso garantirvi che la consapevolezza e, quindi, la tensione emotiva per un onore così grande non sono mutati.
Sono sicuro che certe sensazioni uniche apparterranno a tutti, “vecchi” e “nuovi”, di destra, di centro e di sinistra, a coloro che pensano che la politica, nonostante le tante, troppe, degenerazioni, sia una cosa bella ed indispensabile per lo sviluppo del Paese e a coloro che hanno teorizzato che invece quella sia la sede della Casta. Sono sicuro che ciascuno dei 630 che oggi varcheranno la soglia di Montecitorio sentirà dentro di se’ di vivere una sensazione meravigliosa ed una responsabilità immensa.
Io la vivo così da 12 anni. Ogni giorno che gli assistenti d’Aula - mezz’ora prima dell’inizio della seduta - aprono le porte nello spazio che mi separa tra fuori e dentro, il mio pensiero va sempre al grande, immenso, irripetibile onore che mi è stato concesso. Un pensiero costante che mi guida nel tentativo di ricambiare questo credito cercando di servire con onestà, impegno e passione il mandato ricevuto.
So che in questo momento, così difficile in termini di credibilità per la politica, queste parole possono apparire quasi smielate, fin troppo retoriche e, certamente, fuori dal giudizio che molti, troppi, esprimono sul nostro ruolo. Perdonatemi ma per me è così. Appartengo a coloro che vivono ancora con immarcescibile romanticismo la politica, le sue regole, le sue funzioni, persino i suoi riti.
Grazie a tutti coloro che mi hanno permesso di vivere anche oggi questa meravigliosa ed emozionante giornata!


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta